Sampnews24
·11 de mayo de 2026
Inchiesta arbitri, la Procura indaga sul VAR: Rocchi nel mirino e FIGC ascoltata

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L’inchiesta arbitri prosegue con un nuovo passaggio davanti alla Procura di Milano. Secondo la fonte originaria, gli inquirenti stanno approfondendo il funzionamento del sistema arbitrale italiano, con particolare attenzione alle designazioni e alla gestione della sala VAR di Lissone.
Tra le figure citate nell’indagine c’è Gianluca Rocchi, ex designatore arbitrale, indagato per l’ipotesi di concorso in frode sportiva. Nella giornata odierna, invece, è stato ascoltato come testimone Giancarlo Viglione, legale della FIGC e responsabile delle Relazioni istituzionali e dell’Ufficio legislativo federale. La sua posizione, secondo quanto riportato, è quella di persona informata sui fatti e non di indagato.
Uno dei filoni più delicati dell’inchiesta arbitri riguarda le presunte «bussate» alla sala VAR. Nel linguaggio legato alla ricostruzione investigativa, il termine indicherebbe eventuali interferenze esterne durante le valutazioni tecnologiche sulle decisioni arbitrali.
La Procura starebbe verificando se, in alcuni casi, siano arrivate pressioni o segnalazioni non previste dai protocolli ufficiali. L’obiettivo è comprendere se il processo decisionale degli arbitri al VAR sia sempre rimasto autonomo oppure se siano emerse anomalie capaci di condizionare conferme o revisioni delle decisioni prese in campo.
Il secondo grande tema riguarda le presunte designazioni pilotate. Gli investigatori vogliono capire se alcuni arbitri siano stati considerati «graditi» o «sgraditi» da determinate società, con riferimenti anche all’Inter. Si tratta, allo stato attuale, di ipotesi investigative che dovranno essere confermate dagli accertamenti.
L’audizione di Viglione sarebbe servita a chiarire il perimetro normativo della FIGC, la funzione degli ispettori federali e i rapporti con la sala VAR di Lissone, struttura che dipende dalla Lega Serie A. Il caso resta aperto e il quadro potrebbe evolversi nelle prossime settimane, quando gli inquirenti avranno completato ulteriori verifiche su procedure, responsabilità e possibili violazioni.







































