Juventusnews24
·12 de mayo de 2026
Inchiesta arbitri, Zazzaroni in Procura come testimone volontario: cosa ha svelato il direttore del Corriere dello Sport

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Il panorama giudiziario sportivo italiano si arricchisce di un nuovo capitolo riguardante la delicata inchiesta arbitri, un filone d’indagine che mira a fare luce su presunte anomalie e dinamiche di potere all’interno del settore tecnico dell’AIA. Secondo le ultime indiscrezioni diffuse da Sky Sport, la mattinata odierna ha visto protagonista Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, comparso davanti al PM Ascione in veste di testimone volontario.
L’incontro, nato da contatti informali avvenuti nei giorni precedenti, sottolinea la volontà della Procura di scandagliare ogni angolo del mondo calcistico. Il magistrato ha chiesto al giornalista di approfondire alcuni aspetti strutturali del sistema, nel tentativo di decodificare relazioni e normative che regolano i rapporti tra i vertici arbitrali e le società. Il nucleo centrale di questa inchiesta arbitri resta infatti la verifica di eventuali condizionamenti o intimidazioni subite da Gianluca Rocchi, attuale designatore della Serie A.
Durante il colloquio, Zazzaroni ha offerto una prospettiva che sembrerebbe alleggerire, almeno parzialmente, il quadro dei sospetti più gravi. Il direttore ha chiarito che, stando alle sue informazioni e alla sua esperienza professionale, non risulterebbero pressioni dirette esercitate dai dirigenti di club sul designatore. Questa tesi poggerebbe su un dato di fatto rilevante: la mancanza di contatti telefonici o incontri diretti documentati. Ad oggi, infatti, gli inquirenti che lavorano sulla inchiesta arbitri non avrebbero tra le mani intercettazioni in grado di provare minacce esplicite o comunicazioni univoche tra le parti interessate.
Tuttavia, l’assenza di prove “fumanti” non significa che il caso sia chiuso. Gli inquirenti sono convinti che il sistema si muova su binari più sottili, fatti di messaggi trasversali e dinamiche ambientali che necessitano di essere interpretate con attenzione. Non si parla di reati palesi, ma di situazioni “grigie” che vanno decodificate per capire se il clima generale possa aver influenzato l’autonomia decisionale dei fischietti italiani.
Il prossimo passo della inchiesta arbitri sarà un vertice strategico: il PM Ascione incontrerà il Procuratore Capo di Milano per analizzare gli elementi raccolti finora e decidere come procedere. L’obiettivo è trasformare le sensazioni e i racconti dei testimoni in un quadro giuridico solido, per stabilire se esistano davvero i presupposti di un condizionamento esterno o se si tratti di normali, seppur accese, dinamiche di un settore costantemente sotto pressione.
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