Inter News 24
·29 de abril de 2026
Inchiesta Rocchi, gli inquirenti vogliono vederci chiaro su Inter-Roma e sul rigore negato a Bisseck

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·29 de abril de 2026

Il lavoro della Procura di Milano prosegue senza sosta e ora punta i riflettori su un episodio che ha segnato profondamente la scorsa stagione. Al centro delle indagini che alimentano l’inchiesta su Rocchi e sul sistema arbitrale, è finita la sfida tra Inter e Roma del 27 aprile 2025, match terminato 0-1 e ricordato per il clamoroso rigore negato a Yann Bisseck. Nonostante la gara non sia ancora ufficialmente tra i cinque capi d’accusa principali, i magistrati intendono analizzare a fondo la gestione di quell’episodio per verificare se esistesse un meccanismo di condizionamento esterno volto ad alterare l’esito del campionato.
Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, l’attenzione degli inquirenti è stata richiamata da un esposto presentato dall’ex fischietto Rocca. Nel documento si solleva un interrogativo pesante: se in altre occasioni il designatore si era speso per correggere gli errori tramite i varisti, perché in quell’occasione Gervasoni non intervenne di fronte a un fallo così evidente? Rocca definisce quell’omissione come un errore determinante che avrebbe di fatto consegnato lo scudetto al Napoli, privando l’Inter di una chance fondamentale per il titolo. Solo dopo diverse settimane, con la riapparizione degli audio, lo stesso responsabile dell’AIA ammise che quel penalty era da assegnare con assoluta certezza.
Un altro punto cruciale dell’inchiesta che coinvolge Rocchi riguarda la dinamica interna alla sala VAR di Lissone durante quel check. Le indiscrezioni parlano di un confronto acceso tra il VAR Di Bello e l’assistente Piccinini. Mentre quest’ultimo pareva intenzionato a segnalare l’irregolarità di Ndicka all’arbitro Fabbri, sarebbe stato zittito da Di Bello con un perentorio “Fatti i fatti tuoi”. Questa espressione è ora al centro delle indagini, poiché si sospetta che potesse essere l’eco di un’indicazione arrivata dall’alto per bloccare la revisione dell’azione.
Il faccia a faccia previsto per domani con Andrea Gervasoni sarà un passaggio chiave per gli sviluppi dell’inchiesta. Gli inquirenti vogliono capire se quel “suggerimento” di non intervenire sia stato indotto da comunicazioni non ufficiali. Il compito della Procura di Milano sarà stabilire se il processo decisionale tra il campo e la sala video sia stato inquinato da pressioni esterne, ricalcando uno schema già ipotizzato per altre partite della massima serie finite sotto la lente d’ingrandimento della giustizia.









































