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·18 de mayo de 2026
Inter, Sommer: “Futuro? Gioco ancora 3 anni. Ecco cosa farò da grande”

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·18 de mayo de 2026

Yann Sommer ha concesso una lunghissima intervista ai microfoni di RSI Sport: ecco le sue parole riprese da fcinter1908.it.
Il futuro di Yann Sommer è lontano dall’Inter e di questo e tanto altro ha parlato il portiere svizzero ai microfoni di RSI Sport. Di seguito le sue parole.
La tua giornata di gloria è all’Europeo 2021 col rigore parato a Mbappé?
“Ho guardato gli arbitri, loro hanno osservato bene se avessi il piede sulla linea. Non ero sicuro ma è stato meglio così. La Francia era sicura di vincere, noi dopo il 3-2 di Seferovic ci abbiamo creduto”
Inter-Barcellona, qual è la parata più difficile, quella al 76′ o al 113′?
“La seconda su Yamal. Perché era più vicino, più sull’angolo ma più vicino. Come contro la Francia, la storia della partita è stata incredibile, tanti gol, quello di Acerbi, una partita bellissima anche da vedere. Per tanti giocatori era la prima finale raggiunta”
Sai già che i giocatori come Yamal incrociano sul secondo palo?
“No. Qualche minuto dopo infatti Yamal incrocia sul primo palo e prende palo”
Parliamo di Mondiali: la sfida con l’Argentina?
“La squadra ha fatto il possibile, abbiamo avuto una grande chance con Dzemaili che prende il palo ma questo è il calcio”
Diventi titolare dopo questo Mondiale: lo sapevi già?
“No. Era un momento importante in carriera, essere il numero 1 del mio paese è stato un grande momento. Questa esperienza da 2 dietro a Benaglio, ho imparato tanto da lui, un grande portiere, grande personalità. Per me è stato importante fare questa esperienza per fare poi il mio cammino. Abbiamo caratteristiche diverse. Io osservo tutti gli allenatori e anche i preparatori dei portieri”
Chi era il tuo idolo?
“Casillas e Buffon. Gigi è stato uno dei migliori. Anche Julio Cesar è molto forte, anche Van der Sar, Barthez”
Sei sempre stato forte coi piedi
“Mi piace giocare con i piedi perché così è più difficile per l’avversario ma anche ho sempre avuto allenatori che volevano che giocassi coi piedi”
Tante critiche per l’altezza: hai mai preso gol perché non sei alto?
“Neanche uno. Questo è un po’ nato in Germania, ho fatto un’amichevole col ‘Gladbach col Bilbao, ho preso tre gol su calcio d’angolo. Leggo un giornale che scrive “portiere bonsai” e mi ha fatto male, non mi è piaciuto. Dopo questo è nato questo tema sull’altezza che mi ha accompagnato in tutta la mia carriera”
Perché ti alzi in punta di piedi nelle foto?
“Sempre. Dico la verità: all’Inter sono dietro quando facciamo le foto, abbiamo Bastoni, Akanji, Bisseck. Anche Bisseck alza i piedi però lui diventa 2 metri”
Primo Mondiale da titolare è il 2018: con la Serbia partita difficile?
“Mi ricordo, per alcuni giocatori era una partita speciale. La separazione tra Kosovo e Serbia è un argomento speciale e critico. Come squadra abbiamo provato ad essere tranquilli ma anche questo fa parte della storia della partita, Shaqiri e Xhaka hanno fatto gol. Abbiamo parlato tanto di questo, per me è difficile dire qualcosa perché è una storia più grande di noi”
Ottavo con la Svezia, autogol di Akanji
“Può capitare, è il calcio”
Ricapita nell’europeo del 2021 con la Spagna, sempre a San Pietroburgo
“Come giocatore metti le gambe larghe per difendere la porta, può capitare. Quando c’è tanta gente davanti è più difficile per il portiere. La Spagna ha tanto possesso, è importante non essere passivi”
I rigori con la Spagna: c’è un segreto per parare i rigori?
“No. Studio o istinto? Istinto ma anche studio. I tiratori hanno esperienza, sanno che noi portieri studiamo. Eravamo convinti di andare fino in fondo, uscire con la Spagna ai quarti è un grande peccato. Tempo fa riguardavo le immagini, ora abbiamo tante partite. In futuro riguarderò vecchi momenti e vecchie partite”
Cosa pensi del VAR?
“E’ una bella cosa, in generale è bello per l’arbitro, per la partita. Mi dispiace perdere la partita per un errore grande”
Allenamenti con Patrick Foletti
“Ho imparato tantissimo con lui, mi ha fatto piacere lavorare con lui. Qualche volta gli allenamenti sono strani. Cosa cambia con Spinelli all’Inter? Tutto. Spinelli e Foletti allenamento molto in modo aperto, di situazioni di partita. Tutti hanno il proprio stile e questo è una cosa positiva. Foletti è una parte importante della mia carriera. Con lui abbiamo iniziato al Grasshopper e poi anche in Nazionale. Possiamo parlare anche di altre cose, non solo di calcio”
Attivazione prima della partita
“Sempre. Mi sento bene, anche per il corpo prima di fare tutto. Non so se lo fanno in tanti. Adesso anche i portieri sono più coinvolti”
Fuori con la Serbia nel 2022 perché eri ammalato
“Ero in albergo, sono stato malato per una settimana”
Se fossi stato al 100% il gol col Portogallo non lo prendevi?
“Ti dico la verità. Non è imparabile ma il pallone è stato tirato forte, avrei potuto pararlo. Stavo bene, abbiamo parlato con Yakin, non ho deciso io di giocare ma insieme. Il Portogallo era molto forte, non abbiamo fatto una bella partita. La sconfitta più brutta”
Euro 2024: dopo aver eliminato l’Italia, fuori con l’Inghilterra
“Anche io credevo di vincere dopo il gol di Embolo, c’era fiducia. Il gol di Saka? Ero coperto. Abbiamo avuto la chance di vincere, poi ai rigori siamo usciti. Dopo i rigori non pensavo all’addio della Nazionale anche se era possibile. Mi sono preso del tempo, i primi giorni sono molto duri. Non ho mollato per la concorrenza di Kobel, da portiere devi fare la tua performance per poter giocare. Dopo 12 anni di Nazionale, era il momento di lasciare, il momento giusto per dire addio. Mi sono concentrato sull’Inter, sulla mia famiglia, sul mio corpo”
Il corpo cosa ti dice a 38 anni?
“Molto bene. Mi piace”
Giocherai ancora 10 anni?
“Perché no? Sì”
Da grande cosa pensi di fare?
“Quando arriverà il momento che non mi divertirò più ad andare all’allenamento, allora è il momento di dire basta. La mia seconda figlia è nata durante l’Europeo 2021, era un momento duro, sono andato in Germania due giorni per poi lasciarla. Non ho mai visto un compleanno di mia figlia, è un argomento che nella mia testa mi ha portato a dire basta alla Nazionale, è importante, mi piace moltissimo ma c’è anche altro nella vita”
Cosa farai quando finirai di giocare?
“Il papà sicuro. Dopo altre cose, non lo so. Non allenatore, penso di no. Mi piace fare altro al di fuori del calcio anche se posso fare qualcosa con la mia esperienza. Ho qualche idea in testa, 2-3 anni sono ancora dentro il calcio”
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