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·2 de abril de 2026

Italia, quando il fallimento parte dal vertice: Gravina come Abete e Tavecchio? I precedenti sui presidenti FIGC dimissionari

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Italia, quando il fallimento parte dal vertice: Gravina pronto alle dimissioni come Abete e Tavecchio? Le precedenti mosse dei presidenti FIGC

Dopo l’ennesima mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali, la terza consecutiva, arrivata dopo il KO degli Azzurri di Gattuso in finale playoff contro la Bosnia, è subito partito il processo e la ricerca dei responsabili. Sono tante le “teste” che potrebbero saltare, per un movimento calcistico, quello italiano, che deve necessariamente rinnovarsi e innovarsi.

Se il commissario tecnico, Rino Gattuso, sarebbe pronto a farsi da parte, così come Gianluigi Buffon dal ruolo di capo delegazione della Nazionale, il focus principale della discussione riguarda Gabriele Gravina. Il presidente della FIGC, subito dopo il KO di Zenica, era intervenuto in conferenza stampa spiegando la sua volontà di non dimettersi e di rimettere la decisione in merito al proprio futuro nelle mani del Consiglio Federale. Nelle ultime ore, però, sembra che lo stesso Gravina abbia cambiato idea e che sia sempre più indirizzato a rassegnare le dimissioni, anche per via delle pressioni – politiche e non – che starebbe subendo.


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Ma quali sono stati gli ultimi presidenti FIGC dimissionari?

In ordine cronologico, riferendoci agli anni recenti, si parte dalla decisione di Franco Carraro, il quale si dimise l’8 maggio 2006, nel pieno dello scandalo Calciopoli, dopo l’esplosione dell’inchiesta sul sistema delle designazioni arbitrali e sulle pressioni nel calcio italiano.

Dopo di lui toccò a Giancarlo Abete, il quale annunciò le dimissioni nel giugno 2014 dopo l’eliminazione dell’Italia al Mondiale in Brasile. La FIGC riportò che le sue dimissioni erano “irrevocabili” e che lui voleva favorire una riflessione sul futuro della federazione, liberandola dalle critiche rivolte al vertice dopo il fallimento sportivo.

Infine, l’ultimo precedente porta a Carlo Tavecchio, il quale decise di dimettersi il 20 novembre 2017, pochi giorni dopo la mancata qualificazione dell’Italia al Mondiale 2018 contro la Svezia. Lasciò dopo aver perso il sostegno politico interno alla FIGC, in un contesto però chiaramente determinato dal flop della Nazionale.

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