Jacobelli: «Malagò presidente della FIGC con uno tra Maldini, Baggio o Del Piero ma va prima di tutto cambiato il sistema. Due competizioni da riformare. Ecco come» – ESCLUSIVA e VIDEO | OneFootball

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Calcionews24

·10 de abril de 2026

Jacobelli: «Malagò presidente della FIGC con uno tra Maldini, Baggio o Del Piero ma va prima di tutto cambiato il sistema. Due competizioni da riformare. Ecco come» – ESCLUSIVA e VIDEO

Imagen del artículo:Jacobelli: «Malagò presidente della FIGC con uno tra Maldini, Baggio o Del Piero ma va prima di tutto cambiato il sistema. Due competizioni da riformare. Ecco come» – ESCLUSIVA e VIDEO

Jacobelli, noto giornalista, è intervenuto in esclusiva a Calcionews24: dalla necessità di rivoluzionare il sistema italiano alla corsa scudetto. Le parole

Xavier Jacobelli, noto giornalista sportivo, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Calcionews24. Le sue dichiarazioni sul futuro del calcio italiano e non solo.

Volevo partire con te da un’analisi del percorso delle italiane nelle coppe europee viste anche le sconfitti di ieri sera di Bologna e Fiorentina. Credi che questo andamento rispecchi le difficoltà del calcio italiano o il tutto è ascrivibile al caso?


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«No, il bilancio è pesantemente negativo. In Champions solo l’Atalanta è arrivata agli ottavi per poi essere eliminata dal Bayern Monaco che non a caso è uno dei club favoriti per la vittoria finale anche perchè Kompany ha costruito una macchina perfetta esaltata dai gol di Kane, dal talento di Olise e da una organizzazione tattica e di gioco e da un valore tecnico assoluto. E’ chiaro che il calcio italiano sta vivendo uno dei momenti più negativi della sua storia recente, basti pensare a che cosa abbia combinato la Nazionale, terza eliminazione consecutiva dalla corsa alla fase finale del campionato del mondo e nelle coppe europee, considerate le sconfitte incassate da Bologna e dalla Fiorentina esiste il rischio concreto che per la prima volta dopo 7 anni non ci sia nessuna italiana nelle semifinali delle tre competizioni dell’UEFA. Questo dovrebbe indurre tutti i club ad una profonda riflessione perchè è evidente che gli errori di mercato, il mancato rafforzamento degli organici, l’esterofilia acuta che affligge il nostro campionato, 70.9% di presenza straniera nell’ultimo turno, quello immediatamente successivo all’eliminazione dell’Italia… Questo vuol dire che si compra male. Evidentemente, visto che non è neanche possibile a livello normativo, non si deve tornare a ripristinare inaccettabili e anacronistiche barriere. Vuol dire invece che bisogna cercare grandi giocatori in Italia e all’estero perchè in Italia i talenti ci sono, ma è evidente che se non si incontrano club e allenatori che abbiano il coraggio di valorizzarli, questa importazione massiccia di calciatori stranieri, nella maggior parte dei casi purtroppo tali da non garantire un apporto tecnico qualitativamente elevato, perchè un conto è parlare dell’invasione straniera degli anni 80 e 90, Falcao, Zico, Maradona, Rummenigge e poi Gullit, Van Basten etc.. E un altro invece prendere atto del fatto che gli stranieri arrivati in Italia in questi anni non hanno contribuito all’innalzamento del tasso tecnico del campionato e i risultati si vedono in Europa».

Nella tua analisi hai ovviamente fatto riferimento alla debacle della Nazionale: chi vorresti come presidente della FIGC e come CT al posto dei dimissionari Gravina e Gattuso?

«Premessa doverosa: intanto la Federazione ha fissato al 22 giugno, meglio tardi che mai, bisognava farlo prima ma ci hanno detto che ci sono tempi tecnici da rispettare e il solito blablabla… Come al solito si perde tempo in queste circostanze ed è la terza volta dopo la Svezia, la Macedonia del Nordo e dopo la Bosnia. Chiunque sarà presidente della FIGC e chiunque sarà il CT si troverà in una situazione uguale se non peggiore rispetto a quella lasciata da Gravina e Gattuso se non cambierà il sistema. Non è una questione in primis di uomini, certamente sarà il nuovo presidente federale a scegliere il CT, ma è una questione di sistema. Se questo calcio registra il 70.9% di stranieri in una giornata che sarebbe dovuta essere quantomeno di speranza, ma in Udinese-Como, che ha rappresentato il caso limite, unico italiano presente Zaniolo con Bertola entrato al minuto 86; se la Lega di Serie A e la Federcalcio non sono capaci, come non sono stati capaci, perchè hanno snobbato, trascurato, lasciato andare alla deriva la Nazionale… Non esiste che una partita importante come Italia-Irlanda del Nord sia stata preceduta da un vero allenamento sostenuto a Coverciano dalla Nazionale. Non esiste al mondo che due partite così importanti non siano state preparate per tempo. Si conosceva il calendario delle qualificazioni Mondali da due anni, non da due mesi o due settimane, e si sapeva che ci fosse il rischio del playoff a marzo. Gattuso aveva chiesto il rinvio della 30esima di campionato, ovviamente non glielo hanno accordato, aveva chiesto lo straccio di uno stage di 48 ore a Coverciano, non glielo hanno accordato. Montella, che ha riportato la Turchia al Mondiale dopo 24 anni, ha ottenuto l’anticipo della 27esima giornata del massimo campionato turco avendo così 8 giorni per preparare le due partite decisive di qualificazione. Tutto questo per dire cosa? Chiunque venga eletto presidente della Federcalcio, personalmente mi auguro sia Malagò affiancato da un grande campione del calibro di Maldini, Baggio o Del Piero, cioè gente che sappia di calcio visto che abbiamo le tasche piene di quelli imbullonati alle poltrone, dovrà come condizione fondamentale cambiare lo stato delle cose. Per farlo ci vuole che i club escano dal loro egoismo, la Lega di Serie A la pianti di portare la Supercoppa di Lega in Arabia Saudita, adesso ovviamente è sconsigliabile ma già ci sono progetti in Australia piuttosto che negli Stati Uniti; riformi la Coppa Italia che così com’è non funziona. Basterebbe copiare il modello della FA Cup, il più antico torneo del mondo inglese che suscita ogni anno un enorme interesse e consente alle squadre di categorie inferiori rispetto alla Premier di misurarsi! Altroché garantire alle primo 8 l’acceso dagli ottavi di finale in poi, no! Altro che fare della Coppa Italia una sorta di tappabuchi nel calendario… Calendario organizzato cervelloticamente. La Supercoppa prima di Natale, ma stiamo scherzando? Abbiamo visto come ha sbalestrato i calendari? Sarebbe molto semplice giocarla prima dell’inizio della stagione, come gara inaugurale visto che mette di fronte la vincitrice dello scudetto con quella della Coppa Italia della stagione precedente. Così come è chiaro ed evidente che se i club non piantano di pensare solo ai propri interessi organizzando tournée in agosto e che già si profilano all’orizzonte in Australia, e questo vuol dire che la Nazionale quando cominceranno le gare della Nations League sarà già in ritardo di condizione. Sono problemi che da anni stiamo sottoponendo e denunciando ma non c’è verso che cambino direzione. E’ questo il problema. Dopodiché il presidente della Federcalcio verrà eletto il 22 giugno, verrà nominato il nuovo CT ma se non si cambia la sostanza di nuovo saremo qui a dire che al Mondiale ci andiamo tra 20 anni».

L’ultimo turno di campionato ha visto l’Inter rilanciarsi battendo la Roma e il Napoli superare il Milan dopo lo scontro diretto del Maradona. Lo scudetto per te è virtualmente assegnato o credi nella rimonta del Napoli che avrebbe dell’incredibile?

«Hai usato un termine appropriato: virtualmente, non matematicamente. Ci sono ancora 7 partite, 21 punti a disposizione, il calcio ci insegna che nulla è impossibile. Fermo restando il fatto che l’Inter sia più che mai padrona del proprio destino perchè come ricordavi ha 7 punti di vantaggio su un Napoli irriducibile. Un Napoli a cui vanno fatti i complimenti e che deve essere elogiato perchè a 7 giornate dalla fine ha gli stessi punti dello scorso campionato nonostante l’impressionante emergenza infortuni che ha privato di volta in volta Conte dei suoi uomini più importanti e si è vista la differenza tra il Napoli che giocava senza De Bruyne, senza Anguissa, senza Lobotka, lunedì scorso ha giocato senza Hojlund che è stato fermato da un virus intestinale e che è stato l’acquisto più felice, ma è chiaro, senza Di Lorenzo, senza Rrhamani, senza Neres… Col rientro dei suoi uomini più rappresentativi il Napoli ha ripreso la marcia mettendo insieme 5 vittorie consecutive quindi fa benissimo Conte a credere, sebbene ufficialmente non si sbilanci oppure dica che soltanto l’Inter può perdere questo scudetto, e fa benissimo l’Inter, che ha ritrovato Lautaro, (infortunato oggi), ha ritrovato Calhanoglu, ha ritrovato Dumfries, ha ritrovato Barella, a ritenersi artefice del proprio destino. Il Napoli ha il merito di non mollare. Il Milan invece paga l’assenza di un centravanti capace di andare in doppia cifra. In questo senso ci sono dati che sono illuminanti. Nelle 15 partite disputate dall’inizio dell’anno Leao ha segnato 4 gol, Nkunku 3, Fullkrug 1, Gimenez 0 ma sappiamo che è appena rientrato dopo l’operazione alla caviglia, e Pulisic è a secco dal 28 dicembre. Evidente che se tu non hai chi la mette dentro non puoi che arrestarti nella rincorsa all’Inter. E Allegri ne ha preso realisticamente atto. Fermo restando il fatto che il Milan conti gli stessi punti dello scorso anno ma al termine del campionato. Questo dimostra che la cura Allegri ha rimesso in sesto il Milan consentendogli di volare verso il traguardo minimo della stagione, cioè giocare la Champions League».

Mediaticamente il grande colpevole della sconfitta del Milan al Maradona è stato Massimiliano Allegri reo, secondo molti, di non aver schierato dall’inizio le tre punte. Come ti poni al riguardo?

«Io credo che semplicemente dipenda dai giocatori. Leao sta vivendo purtroppo di nuovo una stagione sulle montagne russe. Alterna buone prove ad altre invece deludenti tanto è vero che non mi stupirei affatto se in estate venisse messo sul mercato come da più parti si vocifera. Per quanto riguarda gli altri: Fullkrug non è mai stato un attacco che sistematicamente sia andato mai in doppia cifra, basta dare un’occhiata al suo curriculum. Il tedesco è un attaccante di manovra, un attaccante che tiene alta la squadra come si dice in gergo ma non si può pretendere da lui che segni gol che non ha segnato nelle precedenti squadre dove ha militato. Gimenez come detto ha avuto alle spalle una lunga assenza per infortunio; Nkunku ha segnato dei gol ma non è mai definitivamente sbocciato. Non è un caso che il Milan in questo momento venga segnalato sulle tracce di Lewandowski che è vero che in agosto compirà 38 anni ma che segna ancora valanghe di gol».

Di oggi la notizia del rinnovo di Spalletti con la Juve fino al 2028: hanno fatto bene i bianconeri o al posto loro avresti aspettato la fine della stagione?

«Secondo me la Juve ha fatto bene a prolungare il contratto a Spalletti fino al 2028 perchè se l’è guadagnato sul campo e perchè basterebbe ricordare la situazione che ha trovato Spalletti alla Juventus il giorno del suo insediamento lo scorso 30 ottobre. Ha intrapreso un cammino tortuoso, lastricato di ostacoli. Lui stesso dopo la vittoria sul Genoa ha ricordato come non fosse completamente soddisfatto dal livello di gioco esibito dalla sua squadra ma ha vinto. e grazie anche al concomitante pareggio del Como a Udine si è portato a ridosso della formazione lariana. Il segnale che la Juventus ha voluto dare prolungando il contratto di Spalletti è un segnale di continuità, oserei dire sospirata continuità perchè l’ultimo scudetto è stato vinto nel 2020, allenatore Maurizio Sarri. Poi Pirlo, il ritorno di Allegri, Thiago Motta, Tudor e ora Spalletti e siamo arrivati al 2026. In 6 anni troppi cambi e troppi cambi anche a livello dirigenziale. Se una squadra e una società del calibro della Juventus non ritrova la continuità di gestione non può tornare a vincere. Spalletti sotto questo aspetto ha dimostrato di essere un allenatore all’altezza della situazione. Ora, nelle ultime 7 partite, tocca ai giocatori».

SI RINGRAZIA XAVIER JACOBELLI PER LA DISPONIBILITA’ DIMOSTRATA IN QUESTA INTERVISTA

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