DirettaCalcioMercato
·13 de junio de 2026
Juventus, il compito di Carnevali: plusvalenze per 100 milioni e colpi “alla Sassuolo”

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·13 de junio de 2026

Le dimissioni di Comolli e l’arrivo lampo di Carnevali nel ruolo di amministratore delegato sono il fischio d’inizio di una profonda metamorfosi strutturale ed economica in casa Juventus. La proprietà ha ridisegnato i confini dell’area sportiva, affidandosi a un nucleo forte e coeso. Il nuovo perno decisionale ruoterà attorno a una vera e propria triade d’azione composta dallo stesso Carnevali, dal direttore sportivo Marco Ottolini e dal tecnico Luciano Spalletti, con il supporto strategico e sempre più centrale di Giorgio Chiellini. Saranno loro, con il potenziale coinvolgimento di Matteo Tognozzi, a muovere le fila del prossimo mercato bianconero.
Secondo quanto riportato da Marco Iaria, giornalista de La Gazzetta dello Sport, il nuovo business plan della Juventus ha una Stella Polare chiarissima: raggiungere il pareggio di bilancio nel 2028, blindando il club all’interno dei rigidi paletti del settlement agreement che verrà presto siglato con l’UEFA. La vera sfida si gioca nell’esercizio 2026-27. Per compensare il pesante vuoto economico lasciato dalla mancata qualificazione in Champions League, la Juventus dovrà generare circa 100 milioni di euro di proventi dal player trading, superando nettamente la media di 60 milioni registrata nelle ultime stagioni.
Escluso l’incedibile Kenan Yildiz, la dirigenza ha già individuato una rosa di nomi sacrificabili, caratterizzati da un costo residuo a bilancio nettamente inferiore al valore reale di mercato, perfetti per generare ottime plusvalenze.
Tra i profili più remunerativi spicca Thuram, che a fronte di un valore di carico di appena 12 milioni vanta una valutazione di mercato di ben 48 milioni di euro. Ottimi margini garantiscono anche i difensori: Bremer ha una stima di 40 milioni contro i 21 residui a bilancio, mentre Kalulu viene valutato 35 milioni a fronte di un carico di 10. Il blocco italiano offre ulteriori garanzie di profitto economico, a partire da Cambiaso (valutato 32 milioni a fronte di 6 a bilancio) e Gatti (18 milioni contro 4), fino ad arrivare a Miretti, il cui valore di 16 milioni rappresenterebbe un guadagno interamente netto essendo un prodotto della Next Gen.
Parallelamente alle cessioni, Carnevali dovrà proseguire l’opera di spending review strutturale. Negli ultimi cinque anni la Juventus ha già tagliato circa 150 milioni di euro di costi fissi, ma per il 2026-27 l’obiettivo è un’ulteriore riduzione del 5-10%. L’aggregato delle spese societarie (comprensivo di stipendi dei tesserati, ammortamenti, prestiti e commissioni agli agenti) dovrà scendere dagli attuali 350-360 milioni a una cifra virtuosa compresa tra i 320 e i 330 milioni di euro.
In questo senso, il mancato rinnovo di Dusan Vlahovic ha rimosso un macigno dal monte ingaggi, liberando da solo circa 40 milioni di euro di costi complessivi, anche se il bilancio definitivo sulle uscite verrà tracciato soltanto a sessione conclusa.
La vera scommessa di John Elkann risiede nella capacità di Carnevali di esportare il suo celebre “modello Sassuolo” in una piazza dalle pressioni e dalle ambizioni diametralmente opposte. Exor non ha intenzione di vivere una stagione di transizione: la richiesta per l’anno venturo è di lottare fino in fondo per lo Scudetto e per l’Europa League. La nuova filosofia d’acquisto prevede di intercettare calciatori non ancora arrivati all’apice del proprio valore economico (profili nella fascia tra i 15 e i 25 milioni di euro), ma dotati di personalità, struttura e maturità tecnica tali da potersi inserire immediatamente nei meccanismi di Luciano Spalletti.
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