Calcionews24
·11 de mayo de 2026
Juventus, lo schema del kickoff: il gol di Vlahovic in 12” non è un caso

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Nel football americano lo chiamano kickoff: una situazione di gioco dove l’imprevisto è sempre dietro l’angolo. Nel calcio, per decenni, il calcio d’inizio è stato ridotto a un semplice passaggio all’indietro per avviare l’azione. Ma il vento è cambiato. Quello che si è visto al “Via del Mare” non è stato frutto della casualità o di una semplice distrazione della difesa giallorossa. Dietro il gol lampo di Dusan Vlahovic — che con 12 secondi ha firmato la rete più veloce nella storia della Juventus in Serie A — c’è una volontà tattica specifica e un lavoro meticoloso svolto in settimana dallo staff di Luciano Spalletti. Tuttosport oggi propone questa analisi.
A rendere ancora più evidente la natura studiata del gol sono le parole di Eusebio Di Francesco a fine gara. Il tecnico del Lecce aveva intuito il pericolo, studiando i precedenti tentativi bianconeri: «Sorrido perché ho mostrato i video dei calci d’inizio della Juve più volte, dicendo ai miei di essere pronti a difendere con cattiveria. Invece abbiamo preso gol dopo 12 secondi». La Juventus, infatti, sta cercando di trasformare la rimessa in gioco in una ricerca immediata di verticalità. Quattro tocchi rapidi: Locatelli appoggia, la palla viaggia veloce e si cerca subito l’area avversaria.
L’idea di Spalletti è quella di sfruttare il momento in cui gli avversari non sono ancora posizionati tatticamente o mentalmente. In questo contesto, la fisicità di Vlahovic diventa fondamentale: il centravanti serve come riferimento per creare densità e vincere i duelli aerei immediati. Il lavoro del tecnico di Certaldo attinge anche ad altri sport, utilizzando tagli e blocchi tipici del basket per liberare l’uomo. Sebbene la Juventus fatichi ancora a essere incisiva sui calci d’angolo, dove l’attenzione difensiva è massima, sul kickoff ha trovato una miniera d’oro proprio grazie all’effetto sorpresa.
Nonostante il record societario, la prodezza di Dusan si piazza “solo” all’ottavo posto nella classifica storica della Serie A. Davanti a lui restano icone come Paolo Poggi, Hirving Lozano e il primatista assoluto Rafael Leao, capace di segnare in soli 6 secondi e 76 centesimi. Tuttavia, per la Juventus di oggi, quel guizzo rappresenta molto più di un dato statistico: è la prova che il lavoro quotidiano sui dettagli può rompere l’equilibrio di un match prima ancora che questo cominci davvero.
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