DirettaFanta
·5 de abril de 2025
Juventus, Tudor: “Cambiaso e Luiz in panchina, non giocheranno dall’inizio. Con la Roma gara importante ma non decisiva”

In partnership with
Yahoo sportsDirettaFanta
·5 de abril de 2025
In conferenza stampa l’allenatore della Juventus Igor Tudor, ha presentato la prossima sfida di campionato contro la Roma: le parole del tecnico.
Dopo la vittoria all’esordio sulla panchina della Juventus sabato scorso all’Allianz Stadium contro il Genoa, Igor Tudor in conferenza stampa ha presentato la prossima sfida di campionato. Contro la Roma sarà un vero e proprio scontro diretto per conquistare un posto alla prossima Champions League: le parole del tecnico croato.
Prima settimana completa di lavoro, com’è andata? “E’ andata bene, abbiamo lavorato su tutto. Entrambe le fasi, calci piazzati, fisicamente e sui dettagli. Ho visto i ragazzi con la voglia di fare bene“.
Quanto è decisiva domani nella corsa Champions? “E’ importante, ma non decisiva. Chiaro che ci sono sempre meno punti a disposizione. La Roma sta facendo bene e ci aspettiamo una partita difficile. Pensiamo a noi stessi”.
Ranieri è l’uomo in più della Roma? “Chiaro, ha fatto la differenza. Le partite con la Roma mi sono sempre piaciute, le difficoltà ci saranno sempre. Non serve andare sui singoli, tutti sono forti in squadre così“.
Cambiaso e Douglas Luiz hanno recuperato? “Sono tornati con la squadra ieri, vanno in panchina, sicuramente non giocheranno dall’inizio“.
Come ha visto Koopmeiners? “Ne abbiamo parlato tanto di lui, anche troppo, non bisogna mai parlare troppo dei singoli. Ha fatto una bella settimana, ha molta voglia. Nel calcio ci sono sempre alti e bassi, quelli forti alla fine escono sempre. E credo che lui è uno di quelli“.
Quali sono le qualità che deve avere la sua squadra per la volata Champions? “Facciamo le cose partita per partita. Bisogna lavorare in settimana su tutto, sulla struttura, sullo stile, sulla fase difensiva. Compatto ma aggressivo. Una squadra come la Juve non deve rinunciare a niente. Spesso gli allenatori hanno delle etichette, ma a volta non è così. Le squadre oggi non devono rinunciare a nulla e lavorare su tutto“.
Il problema della Juve era fisico o di testa? “Io posso dire di aver trovato una squadra in un momento brutto, e che ci siamo rialzati, penso. E abbiamo iniziato a pedalare, più pedaliamo più la squadra starà bene. Quanto tempo serva non lo sa nessuno. In allenamento vedo delle cose che mi sono piaciute, poi vediamo in partita“.
Cosa spera di vedere di ‘suo’ nella Juve? E una battuta: ricorda quel famoso gesto del ‘4’ con la mano di Totti? “Ne abbiamo già parlato, sono cose di calcio e di campo. Nulla di che. Su quello che voglio vedere ho già risposto“.
Ha avuto qualche piacevole sorpresa su un singolo giocatore? “Se cito un nome, poi cosa dicono gli altri? (ride, ndr). Non c’è nessuno che non abbia voluto lavorare bene e duramente“.
Parlava prima di etichette degli allenatore, ce n’è una che le hanno dato e che non approva? “Sì, ma non voglio dirlo ora“.
Ci racconta il talento di Yildiz? Lei ne ha visti tanti di campioni… “Lo conosco da 5-6 allenamenti, che sono pochi. Per diventare campioni servono la costanza delle prestazioni, e si ottiene con la mentalità. È sempre il cervello che decide, non le gambe. Vedo un giovanotto serio e dedicato al calcio, che è una buona partenza. Poi le sue doti sono evidenti. Non bisogna mai accontentarsi, crescere sempre. E’ questa la chiave dei campioni veri: sono sempre uguali, in una piccola o nel Real, in ogni allenamento. Yildiz deve ancora lavorare ma ha una buona partenza“.
Con la Roma possiamo vedere Yildiz, Kolo Muani e Vlahovic insieme? E vedremo di più Adzic? “Adzic mi è piaciuto, è un ragazzo serio. Ha fatto una bella settimana. Formazione? Vedremo…“.
In settimana c’è stata una cena, quanta voglia c’è di essere gruppo? “Ci tenevo a portare tutti a fare una cena insieme, per conoscersi meglio, compreso tutto lo staff. È stata una bella serata, mangiato e chiacchierato bene. Poi a casa presto. È stato un bel momento, in una squadra conta tutto, anche dettagli come queste serate“.
Come se la immagina questa partita? è il primo vero esame? “Tutte le partite sono un esame, tutta la vita è une esame. La stiamo preparando con tutte le nostre forze e motivazioni. La vedo difficile, come tutte in A. Non si fanno calcoli, la domenica si dà tutto e basta.
A una partita non si va annunciando di vincere, ma preparandosi per vincere. È un motto importante. Il sacrificio e la preparazione sono quello che contano. Poi la vittoria può arrivare con un calcio piazzato, un episodio, un colpo di fortuna e sfortuna, può capitare. Quello che non deve capitare è che non siamo quello che abbiamo preparato“.
McKennie esterno sinistro era una scelta per emergenza o lo vede lì? “E’ un jolly, un vantaggio. C’è sempre bisogno di qualche giocatore duttile che può giocare ovunque e facendo sempre bene. Lui è uno di questi. Per me è un centrocampista“.
Si è fatto un’idea della squadra titolare? “Ho le idee abbastanza chiare ma ora non le commenteremo“.
L’assenza di Gatti può farla passare da tre a quattro? “E’ un giocatore molto importante per noi, ma non piangiamo. Andiamo avanti con gli altri”.
Che impressione le ha fatto Conceição più centrale in attacco? “Per me può farlo, è rapido nello stretto e molto intelligente. Sa dribblare. Chiaramente è un po’ più difficile che giocare in fascia, ma è sicuramente uno molto interessante, mi piace anche la sua mentalità. È uno tosto“.