Calcio e Finanza
·23 de julio de 2026
La Serie B pesa sui conti del Monza: l'ultimo bilancio dell’era Fininvest in rosso di 33 milioni

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·23 de julio de 2026

Il Monza chiude l’era Fininvest in perdita. Il club brianzolo, la cui maggioranza pari all’80% delle quote – poi diventata totalità al 30 giugno 2026 – è stata ceduta a settembre 2025 dalla famiglia Berlusconi al fondo americano Beckett Layne Ventures, ha chiuso l’esercizio al 31 dicembre dello scorso anno con un passivo pari a 33 milioni di euro. Il dato emerge da documenti ufficiali consultati da Calcio e Finanza.
La perdita accusata si è tuttavia ridotta rispetto al bilancio precedente, in rosso per 48 milioni di euro, nonostante la flessione manifestata dai ricavi, che sono scesi da 85,7 a 72,5 milioni di euro prevalentemente a causa della retrocessione in Serie B al termine della stagione 2024/25.
Nello specifico, la voce che all’interno dei ricavi ha sofferto la contrazione più elevata riguarda i proventi da diritti media, scesi da 31,3 a 14,4 milioni di euro a causa della retrocessione nel campionato cadetto. Anche il fronte commerciale ha registrato un dato in peggioramento: rispetto ai 15,5 milioni conseguiti nel 2024 si è passati a 9,3 milioni. Di questi, 6 milioni sono stati corrisposti in base alla concessione pubblicitaria affidata a Digitalia ‘08, società del gruppo Fininvest, che lo scorso anno ne aveva erogati 11,1. Inevitabilmente è stato impattato anche il totale degli introiti derivanti da matchday, più che dimezzato passando da 5,7 milioni del 2024 a 2,5 milioni nel 2025.
Ad alleviare in parte il gap invece ha contribuito il paracadute destinato alle società retrocesse pari a 12,5 milioni di euro, mentre sono rimaste sostanzialmente stabili i proventi dalla gestione dei diritti dei calciatori, pari a 28,7 milioni rispetto ai 28 dell’esercizio precedente.
I ricavi voce per voce:
Se i ricavi scendono, i costi sono stati ridimensionati in maniera ancora più significativa: dai 139,1 milioni del 2024 il valore si è attestato a quota 104,3 milioni nell’ultimo bilancio. All’interno dei costi la voce che ha subito il taglio più impattante sono i salari e stipendi, in diminuzione di 15 milioni – ovvero più di quanto sono globalmente scesi i ricavi – da 58,3 a 43 milioni di euro, mentre globalmente il costo del personale è passato da 78 a 53,1 milioni. Le plusvalenze più significative sono state realizzate attraverso la cessione di Daniel Maldini all’Atalanta, che ha avuto un impatto sui conti di 13 milioni, e quella di Warren Bondo al Milan che invece ha generato una plusvalenza di 9,8 milioni di euro.
Anche gli ammortamenti sui diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori hanno seguito una dinamica simile, con una riduzione di circa 10 milioni di euro che li ha portati da 27,2 a 17,3 milioni, mentre la voce a livello complessivo è in discesa dai 29,3 milioni del 2024 ai 19,4 milioni del 2025. In lieve decrescita anche i costi per servizi – da 15,2 a 13,1 milioni di euro – mentre registrano un’evoluzione di segno opposto gli oneri diversi di gestione che salgono da 11,5 a 13,8 milioni di euro.
I costi voce per voce:
La gestione finanziaria rimane tutto sommato poco impattante, gravando sui conti per 430mila euro rispetto ai 765 dello scorso esercizio, così come la gestione fiscale che impatta negativamente per 735mila euro mentre lo scorso anno aveva contribuito positivamente per 6,2 milioni. In conclusione, la perdita di esercizio, interamente ripianata utilizzando la riserva formata dai versamenti in conto capitale effettuati dagli azionisti, si è attestata a 33 milioni di euro rispetto al rosso di 48 milioni del 2024.
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