L’accordo Real Madrid-UEFA fa calare il sipario sulla Superlega: cosa succede ora | OneFootball

L’accordo Real Madrid-UEFA fa calare il sipario sulla Superlega: cosa succede ora | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: Calcio e Finanza

Calcio e Finanza

·11 de febrero de 2026

L’accordo Real Madrid-UEFA fa calare il sipario sulla Superlega: cosa succede ora

Imagen del artículo:L’accordo Real Madrid-UEFA fa calare il sipario sulla Superlega: cosa succede ora

Sono passati 1759 giorni dalla mezzanotte del 19 aprile 2021, quando dodici club annunciavano in pompa magna la creazione della Superlega. In quel gruppo c’erano Real Madrid, Barcellona, Atletico Madrid, Juventus, Inter, Milan, Manchester City, Arsenal, Manchester United, Liverpool, Tottenham e Chelsea. Oggi, 1759 giorni dopo, di questi dodici di fatto non è rimasto più nessuno: l’ultimo atto è stato infatti l’annuncio dell’accordo tra Real Madrid e UEFA, che di fatto ha portato a mettere la parola fine al progetto della Superlega.

Poche righe, nessun commento da parte dei presidenti, l’aggiunta anche di EFC (l’associazione dei club europei, una volta chiamata ECA) e di A22, la società che stava dietro il progetto della Superlega 2.0, quella cioè rivista dopo l’iniziale flop del primo piano. È questo il comunicato che chiude quasi cinque anni in cui è successo un po’ di tutto, dagli scontri di quell’aprile 2021 fino all’armistizio (bisognerà vedere fino a che punto armato) di oggi, passando per il passo indietro dal progetto a poco a poco di tutti i club: le inglesi, Inter, Milan e Atletico Madrid subito, la Juventus con il nuovo corso post-Andrea Agnelli e il Barcellona nei giorni scorsi (seppur da mesi si fosse riavvicinata alla UEFA).


OneFootball Videos


«Dopo mesi di discussioni condotte nel migliore interesse del calcio europeo, la UEFA, i Club Calcistici Europei (EFC) e il Real Madrid CF annunciano di aver raggiunto un accordo di principi per il benessere del calcio europeo per club, nel rispetto del principio del merito sportivo, con particolare attenzione alla sostenibilità a lungo termine dei club e al miglioramento dell’esperienza dei tifosi attraverso l’uso della tecnologia», si legge. «Questo accordo di principi servirà inoltre a risolvere le loro controversie legali relative alla Superlega europea, una volta che tali principi saranno eseguiti e attuati», conclude la nota congiunta.

Un comunicato a cui si è arrivati dopo giorni di negoziazioni serrate tra i quattro soggetti parte dell’accordo. Un accordo di principi, come spiegato nel testo, e non è un dettaglio secondario: perché le conseguenze fattuali di questo armistizio al momento ancora non ci sono. Nel senso che si continuerà a trattare, ma per ora le armi sono state deposte. E non si tratta di armi di poco conto, perché pendeva una richiesta danni da 4,5 miliardi di euro da parte del Real Madrid e un’altra particolarmente corposa anche da parte di A22.

Un riavvicinamento che, alla fine, fa comodo a tutti: il Real Madrid rientra nel sistema e chiude la vicenda senza conseguenze (anche a livello di immagine), l’UEFA invece evita uno scontro legale in cui il rischio di dover pagare somme considerevoli era presente. D’altronde, i blancos e A22 hanno finora vinto tutte le cause presentate, passando soprattutto dal crocevia fondamentale della Corte di Giustizia dell’Unione Europea: una sentenza decisiva, perché è un pronunciamento a cui tutti i tribunali nazionali della UE devono fare riferimento, con poche possibilità di esprimersi diversamente. E l’ultima in ordine di tempo è stata la sentenza della Corte d’Appello di Madrid, che ha condannato UEFA e FIFA per abuso di posizione dominante. Ovverosia, si è trattato del terzo diverso tribunale europeo che ha emesso una sentenza coerente con i precedenti.

Ora, quindi, cosa succederà? Nel comunicato sono due i passaggi fondamentali per quanto riguarda l’accordo: la «attenzione alla sostenibilità a lungo termine dei club» e «il miglioramento dell’esperienza dei tifosi attraverso l’uso della tecnologia», tenendo sempre al centro il merito sportivo. Due richieste che A22 e il Real Madrid avevano avanzato da tempo, sia con un format diverso per la Champions League (seppur sempre col criterio del modello svizzero) sia con un nuovo modello di distribuzione dei diritti audiovisivi (quindi implementare la piattaforma gratuita UNIFY, presentata da A22 nei mesi scorsi) pensato per abbattere costi, frammentazione e barriere di accesso per i tifosi. Per ora, però, si tratta solo di principi. Le trattative quindi proseguiranno, per capire come farli diventare realtà. Intanto, però, le “bombe a mano” sono state deposte da entrambi i lati. Intanto, domani il tema sarà nuovamente d’attualità, visto che il presidente della UEFA Aleksander Ceferin è atteso da una conferenza stampa dopo il congresso UEFA in programma a Bruxelles.

Ver detalles de la publicación