Calcionews24
·31 de enero de 2026
Lazio Genoa nel deserto: Olimpico vuoto e protesta contro Lotito. I tifosi prendono posizione!

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·31 de enero de 2026

Una scena surreale, quasi spettrale, ha fatto da cornice all’ultima uscita della Lazio contro il Genoa. Lo Stadio Olimpico, solitamente cuore pulsante della passione romana, si è presentato ieri sera desolatamente vuoto: appena 4.000 gli spettatori presenti sugli spalti. Il popolo biancoceleste ha scelto la via della diserzione di massa per manifestare un malcontento ormai incontenibile, trasformando l’assenza fisica in una protesta silenziosa ma assordante che ha scosso le fondamenta dell’ambiente capitolino.
Mentre la squadra guidata da Maurizio Sarri scendeva in campo, il vero cuore della contestazione pulsava a pochi chilometri di distanza, precisamente a Ponte Milvio. Qui, gli ultras e i sostenitori organizzati hanno riempito il vuoto lasciato nello stadio con striscioni inequivocabili indirizzati alla gestione del presidente Claudio Lotito. Come riportato dal Corriere dello Sport, i messaggi esposti sono stati duri e diretti, mirando alle strategie societarie e alla trasparenza finanziaria. Dal provocatorio «Sognare non è reato» al sarcastico «Chi è il giocatore acquistato 10 volte più forte di Greenwood?», chiaro riferimento alle promesse di mercato disattese, fino alle critiche sulla gestione economica: «Bilanci in rosso, nessun aumento di capitale… Come mai sono solo le sue società ad incassare?».
La frattura tra il club e la tifoseria appare profonda, acuita dalla recente decisione della società di minimizzare la petizione online lanciata dai fan. In questo clima di tensione, le parole del tecnico toscano, noto per la sua schiettezza, hanno offerto una chiave di lettura diversa. Sarri ha definito la manifestazione non come un semplice atto di ostilità, ma come una «dimostrazione d’amore», sottolineando l’attaccamento viscerale di una piazza che soffre per le sorti della squadra. La vittoria sul campo contro il Grifone passa in secondo piano rispetto al segnale politico lanciato: senza risposte concrete dalla dirigenza, lo sciopero del tifo potrebbe essere solo l’inizio di una lunga battaglia a distanza che rischia di condizionare il resto della stagione.








































