Juventusnews24
·14 de abril de 2026
Leao ritrova la Juventus: nonostante la crisi, c’è uno ‘spauracchio’ del 2020. Dentro all’incrocio tra il portoghese e i bianconeri

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«Nel calcio tutto cambia velocemente e non darei giudizi definitivi. Magari i fischi di sabato per Leao saranno uno stimolo in più per dimostrare quello che vale in questo finale di stagione. A volte basta un gol per riaccendere l’amore. Per esempio se segnasse la rete decisiva per battere la Juventus…». Le parole di Serginho di oggi toccano un tasto molto affascinante. È innegabile che nel calcio l’emotività e la psicologia giochino un ruolo fondamentale, e per un giocatore istintivo come Rafael Leão, i fischi del proprio pubblico possono effettivamente trasformarsi in un potente carburante.
L’auspicio del brasiliano, però, si scontra con una realtà fattuale ben precisa: contro la Juventus, il portoghese non è mai stato un vero e proprio “bomber”, ma quando si è acceso, ha lasciato cicatrici profonde. Nei precedenti a San Siro tra Milan e Juventus, Leão ha segnato una sola rete in carriera contro i bianconeri. Tuttavia, quell’unica rete è arrivata in una delle partite più folli e spettacolari della storia recente tra le due squadre. Analizziamo nel dettaglio cosa accadde in quel Milan-Juventus 4-2 del 7 luglio 2020.
Una Juventus in controllo, prima dell’ingresso in campo di Leão, la partita aveva una fisionomia molto chiara. La Juventus, seppur in una gara bloccata a centrocampo nel primo tempo, aveva mostrato maggiore personalità e un’inerzia favorevole, concretizzatasi a inizio ripresa. Tra il 47′ e il 53′, i bianconeri piazzano un uno-due che sembra letale: prima un capolavoro assoluto di Rabiot (che si fa tutto il campo palla al piede), poi il raddoppio di Cristiano Ronaldo su un pasticcio difensivo di Romagnoli e Kjaer. Il Milan sembra al tappeto, incapace di reggere i ritmi e i break avversari.
L’ingresso di Rafael Leão avviene al minuto 58, al posto di Saelemaekers. È il momento esatto in cui la partita, tatticamente e psicologicamente, si ribalta. Non appena il portoghese mette piede in campo, il Milan accorcia le distanze su rigore con Ibrahimovic (62′) e pareggia con un’incursione di Kessie (66′). La Juventus perde completamente la razionalità, subendo le accelerazioni rossonere.
Il gol del 3-2: a meno di dieci minuti dal suo ingresso in campo, Leão completa una rimonta clamorosa. Il portoghese punta l’uomo, creando il panico nella retroguardia bianconera improvvisamente sfilacciata. Il suo tiro sorprende totalmente Szczesny, complice anche una decisiva e sfortunata deviazione di Rugani. È la rete che spezza le gambe alla Juventus e porta il Milan sul 3-2.
La prestazione di Leão in quel match non si limita al gol. La sua freschezza e la sua rapidità mandano in totale confusione la catena di destra della Juventus. A un quarto d’ora dalla fine un’accelerazione rossonera porta Rebic a sfiorare il gol (con grande parata di Szczesny). Sulla respinta, la difesa bianconera rischia ancora perché Danilo fatica alquanto a contenere Leao. Il terzino brasiliano della Juve, ammonito poco prima, non ha letteralmente il passo per contenere lo strappo del portoghese.
Conclusione. La storia di quel 7 luglio 2020 ci dice che Serginho ha ragione su un punto: a Leão basta una fiammata, un ingresso in campo con l’atteggiamento giusto, per mandare in tilt l’intera struttura difensiva avversaria, anche di fronte a una squadra che sembra in totale controllo. La Juventus di oggi è una squadra diversa, ma se il numero 10 rossonero dovesse incanalare i fischi nella rabbia agonistica vista in quegli storici 30 minuti del 2020, la difesa bianconera avrà di che preoccuparsi. La risposta fra due giornate: in mezzo Verona-Milan e Juventus-Bologna.









































