Lichtsteiner dopo Basilea Juve: «Quando indossi la maglia bianconera devi vincere. Tornare dopo sette anni e ricevere questo affetto mi rende molto contento» – VIDEO | OneFootball

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·18 de julio de 2026

Lichtsteiner dopo Basilea Juve: «Quando indossi la maglia bianconera devi vincere. Tornare dopo sette anni e ricevere questo affetto mi rende molto contento» – VIDEO

Imagen del artículo:Lichtsteiner dopo Basilea Juve: «Quando indossi la maglia bianconera devi vincere. Tornare dopo sette anni e ricevere questo affetto mi rende molto contento» – VIDEO

Lichtsteiner nel post partita di Basilea Juve ha analizzato non solo la prestazione dei suoi, ma si è soffermato anche sui bianconeri

(dall’inviato al St. Jacob-Park) – Intervenuto in mixed zone nel post partita di Basilea Juventus, Stephan Lichtsteiner ha affrontato diversi temi. Le sue dichiarazioni.

PARTITA – «Mi è piaciuta la solidità in fase difensiva. È vero che in due occasioni abbiamo dovuto rimediare a un grosso errore individuale, però ho visto un Basilea che ha lavorato insieme, che ha cercato di muoversi da squadra. Questo è stato molto positivo. In fase offensiva abbiamo creato qualcosa, magari con un po’ troppo rispetto quando avevamo la palla. Ci è mancato un po’ di coraggio, ma nel complesso è stata una partita fatta abbastanza bene».


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COME HA VISTO LA JUVE – «Per me è difficile valutare la Juventus perché devo concentrarmi sul Basilea. Sinceramente penso che, dopo tre o quattro giorni di preparazione, non sia semplice affrontare una squadra che lavora già da quattro settimane, davanti a 25 mila persone. Comunque anche loro hanno creato, hanno avuto le loro opportunità. È stata una buona partita».

SENSAZIONI SULLA JUVE – «Per me, da lontano, è molto difficile valutare la situazione o dare consigli. Alla Juventus, però, c’è Luciano Spalletti, che è un uomo più che capace: è un ottimo allenatore, uno dei più forti. Sono sicuro che metterà tutto a posto per riportare la Juventus in Champions League il prossimo anno. Ho tanta fiducia in lui. Per quanto riguarda l’accoglienza dei tifosi, sono felicissimo. Tornare dopo sette anni e ricevere questo affetto, dopo tutti i successi vissuti insieme, mi rende molto contento».

RICORDO PIU’ BELLO IN BIANCONERO – «Di ricordi belli ce ne sono tanti. Quello che però mi fa ancora molto male sono le due finali di Champions League perse: sono le due cose che rimpiango di più. Se invece devo scegliere il ricordo più bello, dico tutti gli Scudetti vinti».

VOGLIA DI VINCERE NELLA JUVE – «Ovvio, quando indossi questa maglia devi vincere. Questa è la pressione della Juventus. Noi abbiamo vissuto un’epoca molto importante, poi ci sono anche periodi più difficili. Ma sono sicuro che prima o poi la Juventus tornerà ai grandi livelli».

RITORNO ALLA JUVE – «Adesso c’è mister Spalletti e, come ho detto prima, è uno dei più forti in circolazione. Quindi gli faccio un grande in bocca al lupo».

BASILEA – «Sì, abbiamo tanti giocatori forti nell’uno contro uno. Per me sono caratteristiche importanti per una squadra che vuole giocare un calcio propositivo e palla a terra. Il campionato svizzero è molto verticale, con tante palle lunghe. Noi non siamo una squadra molto strutturata fisicamente, quindi dobbiamo valorizzare soprattutto queste qualità. Otele? Un rigore lo possono sbagliare tutti».

CHI L’HA COLPITO DEI GIOCATORI DELLA JUVE – «È difficile dirlo perché dopo 45 minuti hanno cambiato metà squadra. A me piacciono molto i difensori e mi è piaciuto anche Locatelli. La Juventus è un’ottima squadra e secondo me farà molto bene».

UN PARAGONE CON LA JUVE DEI SUOI TEMPI – «È difficile fare un paragone. Ovvio che con Pirlo, Buffon e Del Piero c’erano dei pilastri importantissimi, che oggi magari non si vedono ancora. Per un nuovo arrivato era fondamentale poter imparare da campioni di quel livello. Adesso questi giocatori non ci sono più e, secondo me, la Juventus dovrà ricostruire anche quel tipo di leadership».

COSTRUIRE SQUADRE FORTI – «Sì. Il calcio è cambiato, ci sono tanti soldi soprattutto in Premier League ed è difficilissimo competere con quei club. Si è visto anche ai Mondiali: bastano tre gol e un giocatore viene pagato 60 milioni. Alla fine è soprattutto una questione economica».

A CHI SI ISPIRA – «Ovvio, qualcosa si prende sempre. Però alla fine provo a trovare il mio modo di allenare. Anche la mentalità è diversa: non puoi lavorare in Svizzera come lavori in Italia. Qui abbiamo un ottimo gruppo, molto giovane. La difficoltà è che facciamo crescere tanti ragazzi e, quando arrivano le offerte, vanno via. Il mercato è ancora aperto e da qui a un mese possono cambiare tante cose. Per un allenatore non è semplice. Però oggi si è vista una squadra capace di creare gioco anche contro la Juventus e voglio continuare a migliorarla».

ALLENAMENTI COME CONTE – «No, no… Ovvio che bisogna correre, la preparazione è importante. Ma noi giochiamo una volta a settimana e il giocatore deve capire che il calcio non è solo divertimento: bisogna anche faticare. Però lavoriamo molto con il pallone, perché vogliamo essere una squadra che gioca».

MONDIALE SVIZZERA – «Grandissimo. La Svizzera arriva spesso lontano nelle competizioni, tante volte siamo usciti ai rigori. Anche contro l’Argentina siamo andati vicinissimi all’impresa. Poi sono i dettagli a decidere le partite. Anche questo fa parte della crescita».

PIRLO CT NAZIONALE – «Sì, sì, ovvio. Conosco Andrea e credo che abbia tutte le qualità. Sono sicurissimo che l’Italia tornerà grande».

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