Calcio e Finanza
·5 de agosto de 2026
Lotta di potere per il controllo del West Ham: il patron Kretinsky blocca l'accordo da 175 milioni di Amanda Staveley

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·5 de agosto de 2026

La battaglia per il controllo del West Ham United si è intensificata. Stando a quanto ricostruito dal quotidiano The Times, il miliardario ceco Daniel Kretinsky, co-presidente del club londinese, si sarebbe attivato per bloccare l’operazione da 150 milioni di sterline (pari a 174,9 milioni di euro) con cui Amanda Staveley puntava ad acquisire la quota del 25,1% detenuta dalla famiglia del compianto David Gold.
Sabato scorso il consorzio guidato da Staveley – che ha venduto nel 2024 le sue quote del Newcastle al fondo governativo saudita PIF – aveva raggiunto un’intesa per rilevare l’intera partecipazione della famiglia Gold, rappresentata oggi da Vanessa Gold. Prima però che l’accordo venga ratificato, ecco che secondo lo statuto del club, gli azionisti già presenti nel capitale possono far valere il proprio diritto di prelazione allo stesso prezzo dell’offerente, che in questo caso l’imprenditrice britannica.
È qui che entra in gioco la mossa di Kretinsky. Il proprietario di Royal Mail ha ridotto la propria partecipazione dal 27% a meno del 25%, passaggio che gli permetterebbe di acquistare l’intera quota della famiglia Gold senza superare la fatidica soglia del 50% del capitale. Infatti, secondo l’accordo tra azionisti sottoscritto nel 2021, il superamento della maggioranza farebbe scattare l’obbligo per Kretinsky di rilevare anche la quota del 38,8% in mano a David Sullivan, a un prezzo maggiorato.
Se questo piano dovesse andare a buon fine, Kretinsky arriverebbe ad assumere il controllo del club, retrocesso in Championship nella scorsa stagione, escludendo di fatto Staveley da qualsiasi possibilità di ingresso.
Nel frattempo Kretinsky ha ceduto oltre il 2% delle proprie azioni a Jakub Havrlant, imprenditore e investitore ceco che conosce molto bene. La scommessa del magnate ceco poggia su un presupposto preciso: la convinzione che Sullivan non sia nelle condizioni di aumentare la propria quota, considerato che l’Independent Football Regulator potrebbe intervenire in seguito alle accuse di cattiva condotta sessuale emerse a suo carico. L’organismo, di recente istituzione, dispone del potere di obbligare un proprietario a cedere le proprie azioni qualora venga giudicato non idoneo sulla base di criteri che includono integrità e onestà.
Sullivan si è dimesso dal ruolo di co-presidente del West Ham lo scorso giugno, dopo che le accuse erano emerse da un’inchiesta congiunta di The Times e della BBC Panorama. L’imprenditore britannico, 77 anni, è stato accusato di comportamenti sfruttatori e predatori risalenti agli anni Ottanta, periodo in cui costruiva la propria fortuna nell’industria dell’intrattenimento per adulti. Sullivan ha respinto con fermezza le accuse, definendole «fattualmente inesatte e completamente false». Per andare in porto, il piano di Kretinsky potrebbe aver bisogno anche dell’appoggio del terzo azionista del club per dimensione della quota: il miliardario americano Albert Tripp Smith, che controlla l’8% delle azioni.
L’attuale composizione azionaria del West Ham è così composto:
La procedura di vendita della quota Gold prevede due turni. Nel primo, della durata di 30 giorni, ogni azionista può acquistare una porzione proporzionale alla propria partecipazione attuale. Nel secondo turno, le eventuali azioni rimaste invendute potranno essere rilevate dagli stessi soggetti che hanno partecipato al primo round. L’obiettivo dichiarato di Kretinsky è acquisire l’intero 25,1% messo sul mercato.
Senza la contromossa del patron ceco, l’ingresso di Staveley nell’azionariato avrebbe reso Sullivan l’ago della bilancia del futuro assetto proprietario del club. Un posto al tavolo degli azionisti avrebbe infatti permesso all’imprenditrice britannica di allearsi con Sullivan oppure di tentare l’acquisto della sua quota del 38,8%, con l’obiettivo di conquistare il controllo di maggioranza del West Ham.







































