Lazionews24
·6 de junio de 2026
Mancini ricorda Sven-Göran Eriksson: «Era amato da tutti. Ha amato subito l’Italia e sposato il tipo di vita che si fa qui»

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Ospite al Teatro Regio di Parma, l’ex ct della Nazionale italiana Roberto Mancini ha affrontato diversi temi legati alla sua carriera e alla storia del calcio italiano. Tra i ricordi più intensi, Mancini ha menzionato Sven-Göran Eriksson, allenatore con cui ha condiviso esperienze importanti durante il periodo in cui indossava la maglia della Lazio. L’ex commissario tecnico ha ricordato con affetto la personalità e l’approccio umano di Eriksson, sottolineando come fosse amato da giocatori e colleghi di tutta Europa.
ERIKSSON – «Il fatto che abbia fatto un pellegrinaggio in tutte le squadre in giro per l’Europa e che tutti lo abbiano omaggiato con affetto fa capire che tipo di persona straordinaria fosse. Era un personaggio amato da tutti. Non era molto italiano? Ma si è “italianizzato” subito, potevano dargli anche il passaporto per me. Ha amato subito l’Italia e sposato il tipo di vita che si fa qui».
ANEDDOTO – «Se non si arrabbiava mai? Al massimo poteva diventare un po’ rosso, ma era veramente gentile con tutti».
Il ricordo di Eriksson da parte di Roberto Mancini non è solo un omaggio a un allenatore, ma anche un momento di riflessione sui valori umani che accompagnano il calcio. La Lazio e la Nazionale italiana hanno beneficiato della sua esperienza e della sua capacità di creare rapporti positivi con giocatori e staff tecnico. Le parole di Mancini sottolineano come la professionalità e l’umanità possano convivere nello sport di alto livello, lasciando un’eredità duratura anche oltre i risultati sul campo.







































