Manninger confessa su Conte: «Alla Juventus era l’unico a credere allo Scudetto all’inizio. Una volta mi prese da parte e mi disse questo» | OneFootball

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·5 de abril de 2026

Manninger confessa su Conte: «Alla Juventus era l’unico a credere allo Scudetto all’inizio. Una volta mi prese da parte e mi disse questo»

Imagen del artículo:Manninger confessa su Conte: «Alla Juventus era l’unico a credere allo Scudetto all’inizio. Una volta mi prese da parte e mi disse questo»

Manninger, ex portiere della Juventus, ha riavvolto il nastro della sua avventura in bianconero. Queste le sue dichiarazioni

Alex Manninger, ex portiere della Juventus, ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport. Queste le sue dichiarazioni.


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DEL PIERO – «Quando ero il secondo di Gigi Buffon a fine allenamento mi teneva le ore. E quante sfide. Mi stupiva soprattutto nei rigori: un cecchino. E poi quante risate. Ale è pure un grande golfista, ogni tanto ci sentiamo per parlarne. Prima o poi ci sfideremo, come facevamo su rigori e punizioni alla JuventusChi vinceva? Lui, quasi sempre. Era di un’altra categoria. A golf forse ce la giochiamo».

RAPPORTO CON BUFFON – «Fantastico, davvero. Non mi ha mai fatto pesare la sua grandezza. Mi stupivo per la tranquillità che aveva. ‘Ma come fai Gigi?’, gli chiedevo sempre. Sono onorato di aver giocato con lui e in generale nella Juventus. Che poi, per me è stata un po’ la chiusura di un cerchio. I bianconeri mi avevano praticamente preso dieci anni prima. Feci anche un paio di allenamenti col gruppo, poi arrivò Van der Sar e io andai all’Arsenal. Tornarci era il mio obiettivo».

CONTE – «Antonio mi colpì già dal ritiro. Mi prese da parte e mi disse che apprezzava il mio modo di lavorare e che voleva già prendermi quando era a Siena. Ricordo che all’inizio era l’unico a credere nella vittoria dello scudetto. Noi venivamo da due settimi posti e da una serie di scelte societarie sbagliate e confuse. Lui ha rimesso la chiesa al centro del villaggio. Dite così voi italiani, no?».

DI NUOVO FALEGNAME – «Mi ha insegnato il sudore e la fatica. E oggi sono felice. Il calcio di oggi è solo moda e business, io invece non ho nemmeno Instagram, pensi un po’. Sono felice nella mia pace e nella semplicità. Adesso negli spogliatoi si pensa più ai capelli e ai post da fare che a lavorare sodo. Ah, come mancano figure come Del Piero, Buffon e compagnia…».

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