Pagine Romaniste
·26 de marzo de 2026
Mercato Roma, a giugno l’addio di un big

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CORRIERE DELLO SPORT (Jacopo Aliprandi) – Entro il 30 giugno la Roma dovrà sacrificare un pezzo pregiato. Non è una scelta, è una necessità. Il settlement agreement incombe e il fair play finanziario continua a essere una gabbia per i Friedkin. E allora tocca a Ricky Massara entrare in scena, con il compito di vendere senza svendere. Perché la qualificazione alla prossima Champions, pur fondamentale sul piano sportivo e progettuale, non cambierà il presente: quei ricavi incideranno sul futuro, non sul bilancio attuale. Tradotto: serve una cessione importante, comunque vada. E non esistono intoccabili. Il mercato non fa sconti a nessuno e la società capitolina – così come tutte le altre non può permettersi di blindare un giocatore. Chi arriva con l’offerta irrinunciabile, può portare via anche un titolare.
In questo scenario, il nome caldo torna a essere quello di Manu Koné. Un filo mai spezzato con l’Inter, che già la scorsa estate aveva messo gli occhi sul centrocampista senza però affondare il colpo decisivo. Se da Milano dovesse arrivare una proposta intorno ai 40 milioni, la Roma si siederebbe al tavolo, ma senza alcuna intenzione di fare sconti per rientrare nei parametri Uefa. Il prezzo lo detta il mercato, non la pressione. Soldi che garantirebbero una plusvalenza e che poi verrebbero investiti nuovamente su un altro centrocampista.
E il profilo caldo è quello di Ederson, un pallino a Trigoria, che piace tanto anche all’Atletico Madrid. L’idea è pure l’altro Koné, Ismael, del Sassuolo. Oltre a Manu, N’Dicka è tra i più richiesti all’estero, un investimento a costo zero che oggi può trasformarsi in una plusvalenza piena da 30-35 milioni. Wesley intriga, Soulé affascina e attira. E poi c’è colui che nessuno vorrebbe leggere: Svilar. Sarebbe il sacrificio più doloroso. È questa la realtà con cui devono convivere i giallorossi: programmare, costruire, ma anche rinunciare. Massara, a meno di mosse straordinarie, sarà quindi costretto a cedere una pedina.
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