Milannews24
·1 de enero de 2026
Milan, il risanamento è totale: dal baratro del 2018 al primo segno positivo del 2023. Ma su RedBird c’è ancora l’ombra di Elliott…

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Il Milan ha intrapreso una strada ben precisa: quella della sostenibilità assoluta. Dopo l’era di Silvio Berlusconi, il club ha adottato una politica rigida secondo cui « non si spende nulla che non entri ». Questa strategia ha portato a risultati storici sul piano contabile, con tre utili consecutivi che, seppur contenuti, hanno portato in cassa complessivamente 13,2 milioni. Tuttavia, il percorso per arrivare a questo equilibrio è stato oneroso: dal 2018-19 a oggi, tra la reggenza di Elliott e il passaggio a RedBird, il costo complessivo per risanare il club ha superato i 515 milioni di euro.
Nonostante i conti in ordine, le nubi all’orizzonte riguardano la struttura finanziaria della proprietà guidata da Gerry Cardinale. Il problema principale è che il Milan si trova attualmente « in pegno », una situazione che ricorda da vicino quanto accaduto tra Suning e Oaktree. Esiste infatti un vendor loan da circa 700 milioni di euro che, se non onorato, potrebbe riportare il club nelle mani del fondo precedente. Sebbene il Milan non abbia i debiti strutturali di altre big, la scadenza del prestito rappresenta un bivio fondamentale per il futuro.
Analizzando l’andamento cronologico, il risanamento appare evidente: si è passati dal baratro del 2018-19, chiuso con un passivo di 155,9 milioni, al picco negativo del 2019-20 con -195 milioni. Da quel momento è iniziata una risalita costante che ha visto le perdite ridursi drasticamente a 98,2 milioni nel 2021 e a 66,5 milioni nel 2022, fino ad arrivare al primo segno positivo di 6,1 milioni registrato nell’esercizio 2022-23.
Il trend virtuoso è proseguito con gli utili di 4,1 milioni nel 2023-24 e i 3 milioni stimati per il 2024-25, portando il bilancio complessivo del periodo a un passivo totale di 502,4 milioni. Il Milan oggi è una società in « sostanziale equilibrio anno dopo anno », un asset prezioso che però resta legato alle dinamiche del debito della proprietà. Resta da capire se questa stabilità finanziaria sarà sufficiente a garantire la permanenza di RedBird o se le dinamiche del credito porteranno a un nuovo clamoroso cambio al vertice.









































