Calcionews24
·11 de mayo de 2026
Milan in crisi, un’altra stagione di frizioni: da Furlani a Tare e Allegri, ora rischiano tutti. Chi lascerà i rossoneri al termine del campionato

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Quella che doveva essere la stagione della rinascita si è trasformata nell’ennesimo fallimento sportivo e societario. Per il terzo anno consecutivo, il Milan si trova ad affrontare la contestazione della tifoseria a ridosso del finale di campionato. Nonostante l’insediamento di Igli Tare come direttore sportivo e il ritorno di Massimiliano Allegri in panchina, le frizioni interne hanno bloccato la crescita del club, confermando che, pur cambiando i protagonisti, il risultato non muta.
L’esperienza di Tare in rossonero sembra destinata a concludersi dopo una sola stagione. Il rapporto con l’amministratore delegato Giorgio Furlani è apparso compromesso sin dal primo giorno, a causa di visioni divergenti. Al centro dello scontro ci sono le operazioni di mercato: gli acquisti di Jashari e Nkunku, costati circa 80 milioni di euro, hanno innescato contrasti insanabili. La tensione è esplosa definitivamente a gennaio, quando Furlani ha concluso l’affare Mateta senza consultare né l’area tecnica né l’allenatore.
La posizione di Giorgio Furlani è sempre più precaria. La tifoseria lo indica come il principale responsabile del declino degli ultimi anni, supporto confermato da una petizione online che ha superato le 40.000 firme. All’interno di Red Bird, cresce il fronte di chi vorrebbe votare la sfiducia all’attuale AD, soprattutto se la squadra dovesse fallire la qualificazione alla prossima Champions League. Indiscrezioni suggeriscono che Furlani, provato dalla contestazione anche sul piano personale, stia valutando l’ipotesi delle dimissioni nonostante un contratto valido fino al 2028.
Infine, resta incerto il destino di Massimiliano Allegri. Nonostante una clausola di rinnovo automatico legata all’Europa, l’addio a fine stagione appare lo scenario più probabile. Pesano il crollo nel girone di ritorno — con soli 25 punti in 17 match — e le divergenze strategiche con la società. Sullo sfondo si profila un’opportunità prestigiosa: il ruolo di CT della Nazionale Italiana, condizionato dai futuri assetti federali e dalla possibile nomina di Malagò alla presidenza della FIGC. Per il Milan si prospetta l’ennesima estate di rivoluzioni.
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