Milannews24
·5 de junio de 2026
Milan, Massimo Ferrari si candida per il dopo Furlani: «Con Cardinale non ho parlato, ma se ci fosse una chance la valuterei. Vi spiego cosa farei in rossonero»

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Tra i possibili futuri amministratori delegati del Milan, dopo l’addio di Giorgio Furlani, spunta il nome di Massimo Ferrari, manager già presente nel CDA durante l’ultimo scudetto rossonero. Interpellato dalla Gazzetta dello Sport, Ferrari ha chiarito: «Con Cardinale non ho parlato. Se ci fosse una chance la valuterei». Il manager ha poi spiegato le cause del fallimento stagionale del club: «Sono un insieme di più fattori: forse un azionista mal suggerito, forse alcune figure troppo junior che conoscono poco il calcio, forse bisogna essere più presenti in Lega. Prendiamo anche Milanello: un tempo era all’avanguardia, deve tornare a esserlo. Come si riparte? Con un reset, ma non mi spendo in nomi. Ci vuole un allenatore leader e alla direzione tecnica qualcuno di credibile. Uno come Paolo Maldini penso che ci possa e debba stare dentro al Milan e poi mi piacerebbe coinvolgere Adriano Galliani, magari in un comitato consultivo».
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Ferrari ha sottolineato l’importanza di riportare ambizione e obiettivi concreti all’interno del mondo rossonero, criticando la filosofia societaria vista finora. Secondo il manager, puntare al ribasso è il primo errore strategico da evitare se si vuole davvero invertire la rotta e ridare dignità alla storia del club.
«Porsi l’obiettivo del quarto posto, cioè il minimo per la sopravvivenza, significa sbagliare tutto. La media di chi si pone l’obiettivo di arrivare quarto è tra il quinto e il settimo posto. Certo, la sostenibilità è imprescindibile, ma a volte spendere di più significa avere ritorni maggiori: il monte ingaggi dell’Inter è 50 milioni superiore di quello del Milan, ma genera 80 milioni in più. Così dove possiamo arrivare? È inutile dare false promesse, un orizzonte serio per tornare a vincere è di tre anni».







































