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·8 de junio de 2026
Milan, senti Nesta: «Allegri ha le sue responsabilità, ma c’è confusione nel club. Serve un DS capace che scelga l’allenatore giusto»

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Alessandro Nesta si trova negli Stati Uniti con altre leggende azzurre. A New York ha ricevuto grande affetto e, oltre al Mondiale ormai imminente, ha parlato del Milan, la squadra in cui ha brillato. La Gazzetta dello Sport ha raccolto le sue parole. Ecco tutte le sue dichiarazioni.
SORPRESO DALL’AFFETTO «In realtà non più di tanto, perché avendo vissuto e giocato in Nord America conosco benissimo il calore dei nostri connazionali. Essere qui era un atto dovuto dopo la delusione Mondiale, abbiamo risposto subito presente alla “convocazione” del presidente Infantino».
LA SUA NAZIONALE «Dopo di noi c’è stato il vuoto, nessun successo a parte l’Europeo. Abbiamo fatto parte di una generazione clamorosa e in più abbiamo vinto. Oggi non ci sono più giocatori iconici come quelli che hanno fatto parte del nostro gruppo, e ovviamente i risultati incidono sul giudizio».
LA CRISI ATTUALE «Più fattori insieme hanno contributo. Abbiamo perso la nostra identità italiana e siamo andati a scopiazzare in giro, allo stesso tempo è mancato l’interesse dei club per i giovani. E va anche detto che le società non sono tutelate: magari investono sui ragazzi per anni e anni per poi vederseli portare via. Se davvero si vuole puntare sui vivai servono anche nuove leggi a tutela. E unito a questo: va lasciata ai giocatori la libertà di esprimersi. Oggi c’è troppa tattica, già dai 12-13 anni si parla di schemi e moduli quando invece si dovrebbero sviluppare genio e dribbling. Oggi, passatemi il termine, si crescono polli da allevamento, tutti uguali, bravi a palleggiare ma senza creatività».
LA SERIE A NON SI É RINNOVATA «Le cose procedono di pari passo. La Nazionale perde interesse perché non vince e i giocatori forti sono attratti da altri campionati, quando un tempo il sogno di tutti era la Serie A. Non siamo riusciti a costruire una Lega che viaggiasse sulle proprie gambe, siamo figli viziati di famiglie come Berlusconi, Moratti, Sensi. Da allora non ci siamo evoluti, tanto più a livello di stadi e infrastrutture come invece hanno saputo fare altrove».
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IL MILAN DI ALLEGRI «Max ha responsabilità, come ce l’hanno tutti i giocatori. Ma il vero problema del Milan è stata la grande confusione interna al club. Allo stesso tempo, e per lo stesso motivo, non credo sia difficile rimettere a posto le cose».
FIDUCIA «Non è difficile ristrutturare un club se metti le persone giuste nel ruolo giusto. A ognuno compiti e responsabilità precise: si riparte così, con prospettive chiare».
IBRAHIMOVIC «Ho un buonissimo rapporto con Zlatan ma non posso giudicarlo in qualità di dirigente. È stato un compagno di squadra fortissimo, questo di sicuro. Ma l’ordine che serve in un club deve arrivare dall’alto e ripeto, non la vedo difficilissima».
COSA SERVE AL MILAN «Assolutamente un grande centravanti».
SERVE ANCHE MOLTO ALTRO «Ma no. Credo che la base della squadra sia già forte così, le potenzialità ci sono. Un bravo portiere, Pavlovic che è cresciuto tantissimo, un buon centrocampo. Poi dipende anche da cosa succederà in estate sul mercato».
IL NUOVO MISTER «Tutto deve partire dal direttore sportivo. Con un ds capace, che sceglie un bravo allenatore a suo gusto e insieme definiscono una linea per arrivare ai risultati, possono riuscire a farlo anche in tempi brevi».
IL NUOVO CAMPIONATO «Inter davanti, Napoli da vedere. Per me il Milan ristrutturato nel modo giusto può arrivare subito secondo».
IL MONDIALE «Sarà finale Francia-Spagna».







































