DirettaCalcioMercato
·29 de abril de 2026
Mourinho sulla crisi del calcio italiano: “Ripartirei con la M&M, Malagò e Max Allegri. Su Chivu e Farioli…”

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Reduce da una stagione da imbattuto in campionato con il suo Benfica, José Mourinho ha affrontato molti temi del nostro calcio italiano: le sue parole.
In una lunga intervista rilasciata ai microfoni di Sport Mediaset, l’allenatore del Benfica José Mourinho, ha parlato del momento di crisi del calcio italiano, dell’Inter di Chivu e del suo rivale in Portogallo, Francesco Farioli.
Il ritorno in Italia per l’intervista. “Siamo a Milano, mi piace sempre tornare, l’ho fatto anche da avversario e mi sono sempre sentito a casa“.
L’Inter sta vincendo il campionato con Chivu. Si aspettava una carriera così per lui? “Nel calcio è molto difficile dirlo, ma ha tatto una cosa che è stata intelligente, ovvero non è diventato allenatore per generazione spontanea. Ha fatto anni con i giovani, ha sicuramente studiato, qualcuno una settimana gioca e quella dopo è già tecnico. Ha fatto poca esperienza, ma comunque è passato da una società con meno pressioni e responsabilità come il Parma ed è arrivato all’Inter in un momento di stabilità. Ovviamente vincere lo scudetto al primo tentativo è bello”.
Non so se gli ha mandato un messaggio per fargli i complimenti per lo scudetto. “Tutti sappiamo che lo vincerà, ma lo deve vincere. Non sono superstizioso, però credo molto in queste cose nel calcio. Se la matematica non dice che è fatto, non è fatto… Quando vince io sarò lì“.
Avete ancora la chat del Triplete? “Sono orribile, non sono contenti di questo… Ci perdiamo, ma troviamo sempre il modo di stare insieme, Materazzi è il responsabile di queste riunioni”.
Farioli può essere un nuovo Mourinho? “Non lo voglio dire, ma vincerà il campionato e lo farà con merito“.
Ha qualità? “Beh, è un campione. Ti può piacere più o meno come gioca, come comunica… Ma quando si vince, si vince”.
Si è fatto un’idea di quello che sta accadendo in Italia con l’inchiesta sugli arbitri? “Sì, ma non mi piace il colpevole prima di essere processato. In Portogallo si dice che non c’è il fumo senza il fuoco. Speriamo. Facciamo battaglie contro il sistema più che contro gli arbitri noi”.
Chi vincerà il Mondiale? “Mi piacerebbe fosse il Portogallo, ha il potenziale per farlo. Carletto (Ancelotti, ndr) è Carletto e, anche se la gente dice che il Brasile non lo vincerà, io penso che una cosa è il Brasile senza Carlo e una cosa è con Carlo. L’Argentina è campione del mondo, sento che è una squadra unita, compatta e che ha un piacere tremendo di giocare insieme. Poi la Francia può fare tre squadre e competere con tutte e tre. L’Inghilterra la gente piange che non arriva mai dal ’66, ma un giorno deve arrivare. lo sto pensando di fare vacanze fino ai quarti, ci sono troppe squadre, qualcuno va lì per perdere. Dopo poi inizia la festa”.
Non le piace questa riforma? “È un fenomeno sociale incredibile, è una festa, ma se parliamo di vero calcio qualcuno va solo a passeggiare”.
Pensa ad allenare un giorno una nazionale? “Ci penso, ma penso anche alla mia vita senza calcio di club, senza allenare ogni giorno, stare felice, stare triste, stare frustrato. Non riesco a immaginare la mia vita senza questo, non è ancora il momento“.
Un suo commento sulla situazione del calcio italiano? “È triste. Quando l’Italia è stata eliminata ero con Rui Costa e abbiamo pensato, come è possibile, la nostra Italia… Però è reale, è vero. Quando si parla di un tecnico straniero io non sono d’accordo, avete allenatori con carisma, con esperienza. Non puoi avere Carletto, però puoi avere Max (Allegri, ndr), Antonio (Conte, ndr) e ce ne sono sicuramente altri. Ci sono cose che si devono ripensare. lo vedo il Portogallo con 10 milioni di abitanti, le condizioni di lavoro dei giovani c’è una differenza tremenda e poi vedi la qualità dei giocatori che escono. Il ct avrà difficoltà a scegliere chi chiamare.
L’Italia deve pensare molto dalla base, io penso che il nome del signor Malagò è un nome forte e mi piacerebbe tanto. Ha un’esperienza di tanti anni, può cambiare perché sicuramente capisce la necessità della struttura di basi. L’Italia è fortissima in tanti sport olimpici, io andrei con la M&M: Malagò e Max“.









































