Moviola Milan Lazio, il contatto Pavlovic-Marusic non è da rigore: l’analisi dell’episodio | OneFootball

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·30 de noviembre de 2025

Moviola Milan Lazio, il contatto Pavlovic-Marusic non è da rigore: l’analisi dell’episodio

Imagen del artículo:Moviola Milan Lazio, il contatto Pavlovic-Marusic non è da rigore: l’analisi dell’episodio

Moviola Milan Lazio, la dinamica dell’azione scagiona il difensore rossonero perché la posizione del braccio nasce da una precedente trattenuta

Il finale di Milan-Lazio ha tenuto col fiato sospeso i tifosi presenti a San Siro per un episodio che avrebbe potuto cambiare drasticamente le sorti del match. L’attenzione si concentra interamente sul contatto in area di rigore avvenuto nei minuti di recupero, che ha visto protagonisti il difensore rossonero Strahinja Pavlovic e l’esterno biancoceleste Adam Marusic. L’arbitro Collu, inizialmente richiamato al monitor dal VAR per una On Field Review a causa di un possibile tocco di mano, ha dovuto valutare una dinamica complessa che intrecciava l’infrazione del difensore con una trattenuta precedente. Secondo quanto riportato dall’analisi della moviola di Gazzetta.it, la decisione finale di non assegnare il penalty e concedere punizione per il Milan è assolutamente corretta.

Moviola Milan Lazio, Pavlovic non da rigore

L’episodio nasce da un pallone calciato da distanza ravvicinata che impatta in modo evidente sul gomito largo del difensore serbo. Tuttavia, la posizione dell’arto non è considerata punibile in quanto diretta conseguenza di un’azione fallosa dell’avversario. Le immagini analizzate al monitor mostrano chiaramente che Marusic trattiene Pavlovic, il quale a sua volta cintura il laziale nel tentativo di mantenere la posizione fisica. È proprio questa spinta iniziale e continuata dell’attaccante a sbilanciare il centrale del Milan, portando il suo braccio ad aprirsi in modo apparentemente innaturale.


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Si tratta tecnicamente di un caso di “arto fuori figura figlio del fallo”: il movimento extra del braccio, seppur largo, non è un tentativo volontario di aumentare il volume del corpo per intercettare la sfera, bensì un movimento indotto dalla trattenuta subita. Inoltre, la distanza ravvicinata della conclusione rende impossibile per il difensore ritrarre l’arto in tempo utile. La valutazione complessiva dell’episodio scagiona dunque Pavlovic: non c’è volontarietà e soprattutto c’è un vizio all’origine dell’azione causato dall’attaccante della Lazio, motivo per cui il direttore di gara ha giustamente optato per un calcio di punizione in favore della difesa rossonera.

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