Inter News 24
·27 de abril de 2026
Moviola Torino Inter: Cesari e Trevisani criticano così il rigore fischiato ai granata

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Il post-partita di Torino-Inter continua a far discutere, spostandosi dai campi di gioco agli studi televisivi. Durante l’ultima puntata di Pressing, l’ex arbitro Graziano Cesari ha analizzato gli episodi da moviola della sfida dello stadio Olimpico Grande Torino, concentrandosi in particolare sulla decisione che ha portato al penalty per la squadra di casa al minuto 75. Se sul tocco di braccio di Saul Coco nel primo tempo non sono emersi dubbi («prima impatta il pallone con la coscia», rendendo l’azione regolare), il rigore concesso per il tocco di Carlos Augusto ha scatenato una dura reazione.
Cesari ha messo in discussione l’intervento del VAR Paolo Mazzoleni, che ha richiamato l’arbitro Maurizio Mariani alla on-field review. Mostrando i replay dell’azione, l’esperto ha evidenziato la dinamica del difensore nerazzurro: «Noi abbiamo evidenziato che l’elevazione di Zapata è perfettamente regolare, non c’è fallo su Dimarco. Poi vi chiedo, questa mano destra di Carlos Augusto, visto che sento parlare da settimane di distanza ravvicinata e pallone inaspettato, non vi sembra un gesto istintivo, difensivo, per proteggersi dall’impatto con Zapata?».
Il dibattito si è infiammato con l’intervento del giornalista Riccardo Trevisani, che ha spostato l’attenzione sulla mancanza di coerenza nelle decisioni arbitrali di questa stagione, citando precedenti illustri che sembrano smentire la decisione presa a Torino. Il tema del “pallone inaspettato” e della distanza dal tocco rimane il punto più critico nella valutazione dei falli di mano nell’era tecnologica.
Queste le parole di Trevisani in merito all’episodio: «Ma soprattutto c’è un tema: se Pongracic in Fiorentina-Inter arriva da 30 metri e non è rigore, se Ricci nel derby arriva da 15 metri e non viene dato rigore, se in questo caso arriva da un metro e viene dato rigore, qual è il metro arbitrale?». La critica punta il dito contro un sistema che, invece di semplificare le interpretazioni, sembra generare ulteriore confusione tra tifosi e addetti ai lavori, specialmente in un momento in cui l’AIA è già sotto pressione per l’inchiesta della Procura di Milano sui vertici arbitrali.
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