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·10 de marzo de 2026

Open Var, Tonolini: «Il tocco di mano di Ricci non è rigore: decisione corretta»

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L’episodio del tocco di mano del centrocampista del Milan Ricci in area nel finale del derby tra i rossoneri e l’Inter è stato “valutato correttamente in campo e subito in maniera appropriata da Doveri”. Lo ha detto Mauro Tonolini, componente della CAN A e B, nel corso della odierna puntata di Open Var su DAZN.

“Ci ha un po’ sorpreso quello che abbiamo letto in termini di dubbi rispetto a questa situazione – ha proseguito Tonolini -. Noi dubbi non ne abbiamo, è un braccio che rimane in sagoma e si nota addirittura un movimento a togliere il braccio di Ricci. È un movimento assolutamente naturale e congruo. Non c’è alcun tipo di atteggiamento da parte di Ricci di andare a cercare di incrementare il proprio spazio corporeo. Peraltro, il pallone, se non avesse battuto sul braccio di Ricci, sarebbe poi finito sul suo petto”, ha aggiunto.


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“Quindi è un intervento in sagoma e aggiungo che per valutare questo tipo di situazioni è meglio e più facile, oltre che efficace, valutarle in dinamica perché a rallentatore si rischiano di cogliere dei micromovimenti che possono creare dei dubbi che in realtà in questo specifico episodio non ci devono essere. Abisso e Di Bello erano in linea con la decisione di Doveri? Assolutamente sì, non ci sono dubbi, quindi nessuna esigenza di un OFR in questa situazione”.

“Decisione coerente con altre nel passato? Sì, lo è sicuramente. Ricordiamo il caso dell’anno scorso in Napoli-Inter con il tocco di mano di Dumfries. Anche in quella situazione c’è un tocco di mano ma che non è punibile perché il braccio rimane assolutamente in sagoma. Analogamente, in questo caso, anche senza il tocco di mano del giocatore dell’Inter, il pallone sarebbe finito sul suo petto. Quindi, intervento assolutamente in sagoma e corretto. Anche in questa situazione non fu valutato come punibile. Nell’altro episodio di cui si parla, in Inter-Lazio dell’anno scorso, Bisseck va ad incrementare il proprio volume corporeo. Il braccio è fuori sagoma e senza il suo intervento, il pallone sarebbe passato alle sue spalle. Quindi sono situazioni decisamente differenti, parliamo di braccio in sagoma o di braccio non in sagoma. In questo caso di Inter-Lazio, non lo era”.

“Il fischio su corner con la palla che entra in porta? “Come aveva fatto anche in altri momenti della gara, Daniele è intervenuto o voleva intervenire in termini di prevenzione per evitare che i calciatori avversari si strattonassero e spingessero prima del calcio d’angolo. In questo caso, il fischio arriva appena dopo che il pallone è partito. L’intento era quello di fare prevenzione su Carlos Augusto e su Saelemaekers. In realtà poi, c’è un’immagine che chiarisce che, anche senza fischio, il gol lo avremmo annullato perché poi Carlos Augusto, seppur involontariamente, tocca il pallone con la mano per poi finire in rete”.

Tra gli altri episodi discussi nel weekend, c’è anche il rigore non concesso alla Roma per il tocco di mano di Malinovskyi nella sfida con il Genoa. “Il Var dice che non è un tocco punibile? No, no, a nostro avviso non è così. Intanto partiamo dal campo: la situazione nasce da un calcio d’angolo e Colombo non riesce a recuperare una posizione centrale rispetto all’evento e non riesce ad avere appunto una vista frontale di quello che accade e valuta come non punibile il tocco. In realtà il fatto che ci sia una deviazione, come viene rilevato giustamente da Mazzoleni, non è però un attenuante. Addirittura qui doppia deviazione, probabilmente c’è addirittura ginocchio, petto e poi braccio. Abbiamo un braccio sinistro che è platealmente punibile, quello alto, e in realtà lo è anche il destro. La deviazione non va a sanare la punibilità di questo intervento, Malinovskyi va in una posizione al tiro, di fatto anche il destro è un braccio che rimane fuori sagoma, di conseguenza per noi questo è un fallo di mano punibile assolutamente”, conclude Tonolini.

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