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·30 de mayo de 2026
💥 Padova, Banzato: "L'allenatore lo sceglie Mirabelli: mi piacerebbe 'frizzantino'! Non siamo pronti per la Serie A"

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·30 de mayo de 2026

Alessandro Banzato, presidente del Padova, ha concesso una lunga intervista a Il Mattino; tra i temi trattati il nuovo allenatore, il futuro della società e i progetti riguardanti l'Euganeo. Di seguito le dichiarazioni più rilevanti, riprese da TrivenetoGoal.it.
ALLENATORE - "L’idea è di chiudere la questione entro la prima decade di giugno, per iniziare a lavorare sulla squadra. Ma la scelta non spetta a me, c’è un direttore sportivo che ha tutte le capacità per poter individuare il profilo giusto. Non sono un interventista alla De Laurentiis, e credo che lo spogliatoio sia sacro, io non ci vado mai. Sarebbe un segnale preoccupante per i tifosi se decidessi io, non avendo le competenze tecniche necessarie. Posso solo dire che mi piacerebbe un allenatore “frizzantino”, capace di far divertire la gente con un gioco propositivo”.
STRUTTURA - "La struttura del Padova è troppo snella, basta fare un confronto con le altre società che ambiscono a risultati importanti in Serie B per capirlo. Il rafforzamento dell’organigramma è fondamentale: se non sei strutturato, anche un’eventuale salto di categoria diventa difficile da gestire. Oggi non saremmo pronti per la A. Voglio che i ruoli siano coperti da persone competenti, esattamente come succede in azienda. Mi piace essere informato su tutto, ma rispetto rigorosamente i compiti di ciascuno: una volta concordata la linea, ogni responsabile deve portare avanti il suo settore senza interferenze".
ERRORI E RIPARTENZE - “Nel calcio contano i fatti. Negli ultimi due anni, in condizioni non semplici visto la scelta legittima della precedente proprietà di ridurre le risorse a disposizione, il direttore sportivo ha centrato due grandi obiettivi come la promozione e la salvezza. Ma non solo. A mio modo di vedere ha gestito molto bene anche il momento di crisi capitato in questa stagione, quando ha scelto di cambiare allenatore. Una decisione presa a malincuore, visto che tutti eravamo legati ad Andreoletti, ma che si è rivelata necessaria. Certo, una retrocessione ci avrebbe portato a qualche altra riflessione, ma in questo momento sostituire il direttore sarebbe stato un errore. Lo stesso vale per l’amministratore delegato Alessandra Bianchi: ha gestito la società quando bisognava “tirare la cinghia” e lo ha fatto bene. Siamo tutti sempre sotto esame in base ai risultati, ma la continuità gestionale è un valore”.
EUGANEO - “Un metodo percorribile è quello dell’accordo con il Comune per la cessione o la gestione per 99 anni, come fatto dall’Udinese, una società che rappresenta un modello per noi. Un club moderno non può prescindere dall’avere uno stadio funzionale e con la nuova curva abbiamo già notato un cambio di passo. La costruzione di una curva speculare sull’altro lato, renderebbe l’aspetto dell’Euganeo diverso. Poi so che esiste un progetto che prevede l’avvicinamento delle gradinate ma non l’ho ancora visto nel dettaglio. Siamo ancora agli albori, ma è un ambito che vogliamo approfondire”.
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