Milannews24
·9 de junio de 2026
Padovan: «Mondiale della rinascita dopo il Qatar: vi dico le mie outsider! Ronaldo, Haaland e…»

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Giancarlo Padovan, noto giornalista, è intervenuto in esclusiva a Calcionews24 per parlare dell’imminente partenza dei Mondiali. Le sue dichiarazioni.
Ciao Giancarlo, i Mondiali sono alle porte: qual è la Nazionale che, secondo lei, arriva a questi Mondiali con il miglior equilibrio tra qualità individuale e organizzazione di gioco?
«Io è da qualche tempo che penso che la Nazionale che potrebbe vincere il Mondiale sia l’Inghilterra. Sia per quanto hanno fatto le squadre inglesi nelle coppe europee, due vinte e Arsenal che ha perso ai rigori la Champions League, sia perchè non è solo una Nazione con club importanti e munifici ma anche di giocatori. Inoltre ha un allenatore, Tuchel, che fa parte della scuola tedesca, una scuola che è in netta risalita con punte di eccellenza come Flick. Io penso che combinando questi due elementi, giocatori di qualità che giocano in squadre abituate a fare tornei di altissimo livello e a vincerli, con un allenatore tedesco che ha già vinto nei club e che conosce bene la tattica e l’organizzazione… Questa potrebbe essere una sorpresa. Se poi andiamo a parlare per valori assoluti, dobbiamo aggiungere senza dubbio Francia e Spagna e naturalmente il Brasile di Carlo Ancelotti e l’Argentina di Scaloni. Io credo che da queste potrebbe essere la vincente e per me, ripeto, potrebbe essere l’Inghilterra».
Ci sono per lei una o due squadre “outsider” che potrebbero sorprendere e arrivare più lontano del previsto? Perché?
«Sicuramente il Portogallo perchè ha moltissima qualità anche se è una squadra un pochino anarchica e un pochino dipendente da questa qualità. Non è una squadra organizzatissima, o quantomeno non è quella la caratteristica principale. Ronaldo è ultraquarantenne quindi non potrà fare la differenza ma ci sono molti altri giocatori, soprattutto a centrocampo, con moltissima qualità che potrebbero far diventare il Portogallo la sorpresa. E poi la Norvegia perchè Haaland è un giocatore straordinario che trasforma in gol quasi ogni palla che tocca. E’ una squadra complessivamente molto buona, ricordiamo che con l’Italia ha vinto in maniera netta sia all’andata che al ritorno, così come con altre squadre. Arrivano freschi, non hanno pressioni. Poi vado a cercare un’asiatica e dico Giappone perchè secondo me il Giappone è poco conosciuto calcisticamente e può fare molte cose buone. Le fece non al Mondiale in Coppa d’Asia con Zaccheroni. Da allora è cresciuto e quindi può diventare quell’outsider che comunque in questo momento è anche difficile da pronosticare perchè i Mondiali devono ancora iniziare. Con l’andare delle partite però queste squadre possono prendere entusiasmo e consapevolezza, cosa che non sempre capita alle grandi».
Negli ultimi anni il calcio internazionale è cambiato molto: quale tendenza tattica pensa sarà decisiva in questo torneo? E quanto pesa oggi l’esperienza nei grandi tornei rispetto al talento delle nuove generazioni? È un Mondiale dei veterani o dei giovani?
«Parto dalla seconda e dico no. Credo che il passaggio di consegne ci sarà ed avverrà proprio questa volta e avverrà in maniera netta. I grandi vecchi non decideranno la manifestazione e comunque si imporrà una generazione nuova. Per quanto riguarda l’impostazione calcistica, io non credo che un in un Mondiale di un mese possano emergere sistemi di gioco nuovi e innovativi. Successe solo con l’Olanda ma eravamo in anni molto diversi, in anni in cui la tattica non aveva la predominanza che aveva adesso. Io credo che calcisticamente sia stato quasi tutto scoperto e che un Mondiale non dica la verità a proposito del futuro. Ci si baserà su conoscenze già acquisite perchè è troppo importante fare bene, fare bella figura o vincere e quindi non è il posto dove fare laboratorio».







































