Paganini consiglia la Juve: «La partita contro il Galatasaray ha confermato una cosa. Se vuole tornare ad alti livelli bisogna fare questo» | OneFootball

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·18 de febrero de 2026

Paganini consiglia la Juve: «La partita contro il Galatasaray ha confermato una cosa. Se vuole tornare ad alti livelli bisogna fare questo»

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Paganini ai microfoni di TMW Radio ha parlato della Juve andando a consigliare anche i bianconeri su come muoversi in futuro. Le dichiarazioni

L’analisi post-partita della debacle turca non accenna a placarsi, e tra le voci più autorevoli che hanno cercato di spiegare le ragioni del crollo bianconero c’è quella di Paolo Paganini. Il giornalista, intervenuto ai microfoni di TMW Radio per fare il punto sulla situazione tecnica e societaria del club, ha tracciato un quadro impietoso che parte da lontano, individuando responsabilità precise nella costruzione della rosa durante le ultime sessioni di trattative.

Secondo Paganini, la fragilità mostrata a Istanbul è solo la punta dell’iceberg di una gestione poco lungimirante. Il giornalista mette a confronto l’attuale gestione con quella passata, sottolineando come certi equilibri siano saltati irrimediabilmente. «C’è il precedente di Motta, che se non avesse perso Bremer poteva fare altro. Credo che questo sia il frutto di due mercato sbagliati. Uno non fatto assolutamente, uno sbagliato», ha esordito l’esperto di mercato, evidenziando una carenza di alternative strutturali.


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Il punto nevralgico della questione rimane la difesa, dove l’assenza del leader brasiliano ha scoperto i nervi di una squadra apparsa smarrita. La critica di Paganini non risparmia nessuno, nemmeno i nuovi innesti: «Si parla di Di Gregorio, il primo gol con l’Inter ancora non l’ho capito. Ti manca Bremer, dietro sei nel nulla più totale». Senza il suo pilastro centrale, la Juventus sembra aver perso non solo solidità, ma anche identità e sicurezza nei propri mezzi.

Oltre alla difesa, Paganini ha analizzato l’improvvisazione tattica a cui Spalletti è stato costretto, citando la mancanza di interpreti di ruolo in attacco e a centrocampo. «Davanti McKennie centravanti, vuol dire che non c’è altro, perché l’americano non ha mai fatto il falso nueve. Ovvio che poi i nodi vengano al pettine», ha incalzato il giornalista, rimarcando come a certi livelli le carenze di organico vengano punite senza pietà.

Il giudizio finale di Paganini è un monito per il futuro: per tornare competitivi serve un salto di qualità radicale nelle scelte strategiche. «La Juve, se vuole tornare ad alti livelli, deve fare una rosa importante. Altrimenti rischi di prendere queste imbarcate». In questo contesto, il lavoro del tecnico appare quasi miracoloso ma limitato dalla materia prima a disposizione: «Spalletti fa il prestigiatore ma più di tanto non può fare. Ha trovato una squadra, che era di Tudor, ma non è stata modificata».

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