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·29 de junio de 2026

Pagelle Brasile Giappone: I TOP e i FLOP dei sedicesimi di finale vinti dai verde-oro

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Pagelle Brasile Giappone, i Top e i Flop tra i protagonisti del match, valido per i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026

Pagelle Brasile Giappone, i Top e i Flop dei protagonisti del match, valido per i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026. Vince il Brasile 2-1, grazie a una rimonta maturata interamente nella ripresa.

I Top

  • Gabriel Martinelli (Brasile). L’uomo della provvidenza per Carlo Ancelotti. Entra al 65′ al posto di Matheus Cunha per dare imprevedibilità all’attacco e centra l’obiettivo nel momento più critico. Al 95′, sfruttando un’imbucata di Bruno Guimarães, trafigge Suzuki sul palo lontano salvando il Brasile dallo spettro dei supplementari. Letale, con un interno di precisione e reattività.
  • Casemiro (Brasile). Il vero leader carismatico della squadra. Nonostante un’ammonizione rimediata dopo appena 15 minuti, non perde la lucidità anche se non mancano gli errori dki misura e talvolta di concetto. Al 56′ svetta di testa su assist di Gabriel Magalhães per il fondamentale gol dell’1-1, dopo che in precedenza il gol gli era stato negato solo da un salvataggio miracoloso sulla linea. Esce acciaccato, ma da dominatore capace di uscire dalle difficoltà.
  • Kaishu Sano (Giappone). Ruba l’occhio nel primo tempo con una percussione centrale travolgente. Al 29′ recupera palla, si invola verso il limite dell’area e fa partire un destro rasoterra chirurgico che gela il Brasile. Oltre al gol, tanto sacrificio in mezzo al campo.
  • Menzione d’onore – Zion Suzuki e Takehiro Tomiyasu (Giappone). L’estremo difensore nipponico compie interventi decisivi (su Vini Jr. e Bruno Guimarães), capitolando solo all’ultimo secondo. Il difensore dell’Arsenal, invece, si rende protagonista di un salvataggio clamoroso sulla linea di porta su Casemiro, tenendo in vita i suoi fino alla fine.

I Flop

  1. Alisson Becker (Brasile). In una partita dove il Brasile ha tenuto il pallone per quasi l’80% del tempo nel primo quarto di gara, si fa trovare impreparato sull’unica vera sortita offensiva del Giappone. Il tiro di Sano è preciso, ma l’estremo difensore verdeoro appare in ritardo e non impeccabile nella spinta.
  2. Lucas Paquetá (Brasile). Il Brasile del primo tempo è lento, prevedibile e sterile, e gran parte delle colpe ricadono sulla trequarti. Il giocatore del Flamengo non riesce mai ad accendere la luce, sbatte costantemente contro il muro nipponico e si prende pure una botta in avvio. Ancelotti lo boccia senza appello, sostituendolo all’intervallo per inserire Endrick: ci sono ragioni fisiche, ma forse sarebbe uscito lo stesso.
  3. Daichi Kamada (Giappone). Dal trequartista nipponico ci si aspettava molta più qualità nelle transizioni offensive, fondamentali quando si gioca contro una squadra che domina il possesso palla. Invece, fatica a trovare la posizione e si fa notare principalmente per un fallo tattico a fine primo tempo che gli costa l’ammonizione. Esce al 78′ senza lasciare il segno.
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