Juventusnews24
·25 de julio de 2026
Pagelle Standard Liegi Juve: sigillo Miretti, Kalulu già al top, che esordio di Celik! TOP E FLOP

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Pagelle Standard Liegi Juve: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la seconda amichevole pre-campionato dei bianconeri
Primo tempo
Si accende ad intermittenza la Juventus nei primi 45′, trascinata da qualche fiammata di Licina, Adzic e Douglas Luiz. Il talento classe 2007 viene lanciato per la prima volta dal primo minuto, mostrando la solita dose di personalità e vivacità. Buon dialogo sulla destra con Kalulu, premiato diverse volte nelle sue sovrapposizioni (ma poca precisione nei cross) e fraseggi velenosi tra le linee. Da sgrezzare qualche leziosità di troppo, come un colpo di tacco errato che stava aprendo le porte alla ripartenza dello Standard. Un altro volto – rispetto al Basilea – per Adzic: più coinvolto, più preciso nelle giocate, più incisivo quando si avvicina all’area di rigore avversaria. Da un suo tiro murato e un suo cross per Durmisi nascono le azioni più pericolose del primo tempo. Spalletti voleva i giri del motore più alti da parte di Douglas Luiz? Beh, è stato in parte accontentato. Il brasiliano è stato nuovamente il faro della manovra, creando una coppia ben assortita con Locatelli – più avvezzo così all’interdizione, alla rottura e al tackle. Eleganza nei movimenti, testa alta e sventagliate: buoni anche gli inserimenti offensivi per scardinare il muro belga. Altri passi in avanti, non solo in termini di centralità, ma anche (e soprattutto) nella velocità di pensiero col pallone tra i piedi.
La cerniera difensiva centrale ha risposto con compattezza: nessuna sbavatura per Gatti e Kelly, che hanno tappato anche qualche buco dalle fasce, con Kalulu tagliato fuori in una circostanza e Cambiaso leggerino in più di una situazione. Ecco, il terzino italiano ha mostrato qualche ricaduta della stagione appena conclusa, con un pallone centrale sanguinoso che poteva costare carissimo…Di Gregorio attento e sicuro nelle uscite, ha dominato bene l’area di rigore. Chiudono Boga e Durmisi, meno coinvolti rispetto ai compagni nel reparto offensivo. L’ivoriano ha toccato davvero pochi palloni: ha avuto una chance importante ma ha tardato troppo nel cross, cestinando l’iniziativa. Poi, il vuoto. Durmisi, alla prima in Prima squadra, ha combattuto tanto là davanti, tenendo solo (o provandoci almeno) il peso dell’attacco. Sportellate, tanta lotta, qualche sponda importante. Peccato per quella chance sul cross di Adzic: due secondi prima sul pallone e sarebbe stato letale.
Secondo tempo
La luce della ripresa l’ha accesa Fabio Miretti, senza dubbio. Suo il primo gol della stagione 2026/27 della Juventus: una bordata su punizione che ha spaccato la porta e ha generato come diretta conseguenza gli applausi di Spalletti in panchina. Poi il classe 2003 è andato un po’ ad intermittenza, non sfruttando l’immediata chance di raddoppiare per troppo altruismo (poteva calciare a porta vuota invece di passarla!) e commettendo un paio di errori tecnici. Anche ammonito. Ma il prodotto del vivaio bianconero è stato uno degli MVP del secondo tempo, insieme a Pierre Kalulu. L’unico imprescindibile per tutti i 90′: Spalletti lo ha schierato centrale e terzino sinistro anche, e lui si è reso protagonista di una partita monumentale. Impeccabile in tutte le chiusure, ha vinto tutti i duelli – aerei e non. Ottimo impatto anche per Zeki Celik: all’esordio con la Juve, il terzino turco si è subito calato nella realtà della gara. Attento e puntuale nelle chiusure, ha sbrogliato un paio di situazione pericolose nell’area di rigore e ha anche attaccato con costanza verso l’area. Due fasi pulite, con grande intelligenza tattica. Anche gli ingressi di Rugani, Gil e Cabal non hanno alterato gli equilibri e la solidità difensiva, mentre tra i pali Perin si è reso protagonista di un grande intervento in uscita per sbarrare la strada ad Abid e nel finale a dire no a Nguene. Una certezza, come sempre, il secondo portiere juventino quando chiamato in causa.
Alzando il raggio d’azione, a centrocampo Arthur non è riuscito a farsi vedere con regolarità nel vivo del gioco e nella costruzione della manovra. Qualche tocco corto, senza prendersi rischi. Centralmente la squadra girava diversamente nel primo tempo. Buonissime risposte da Joao Mario – promesso sposo della Fiorentina – sia in fase difensiva, con un’ottima diagonale ad inizio ripresa a salvare la Juve, sia in fase offensiva, con sovrapposizioni e spunti per dare fiato alla manovra e supportare la fase offensiva. L’altro lato di campo non ha premiato Justin Oboavwoduo: se alla prima amichevole ha stupito tanto, oggi un passo indietro a livello di rendimento. Tanta corsa, tanto movimento, ma scelte sbagliate nei metri finali, lì dove contava. Minuti finali anche per Owusu (solita dose di muscoli e quantità a centrocampo), Elimoghale e Gil, all’esordio in Prima squadra. Sorride anche il settore giovanile, con il talento al servizio della Prima squadra.
En vivo







































