Piemonte: "Quello che mi piace alla Lazio è che si vuole sempre di più" | OneFootball

Piemonte: "Quello che mi piace alla Lazio è che si vuole sempre di più" | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: LazioPress.it

LazioPress.it

·9 de abril de 2026

Piemonte: "Quello che mi piace alla Lazio è che si vuole sempre di più"

Imagen del artículo:Piemonte: "Quello che mi piace alla Lazio è che si vuole sempre di più"

Intervenuta durante la rubrica “A casa di Tarqui", l'attaccante della Lazio Women Martina Piemonte si è raccontata soffermandosi anche sull'attuale esperienza nella Capitale: queste le sue dichiarazioni.

Imagen del artículo:Piemonte: "Quello che mi piace alla Lazio è che si vuole sempre di più"

Lazio Women, le parole di Martina Piemonte alla rubrica “A casa di Tarqui”

Casa per me è Ravenna dove c'è la mia famiglia. Sono cresciuta lì, anche se loro sono siciliani. Ma la mia seconda casa è Siviglia. Mi ha cresciuta. Ogni volta che ho dei momenti un po' così prendo l'aereo, vado a Siviglia e mi riprendo. Io da piccola? Ero una bambina un po' ribelle. Ho iniziato a giocare per strada, portavo io la palla. Avevo i capelli ben tirati giù, con la riga in mezzo. Ho iniziato a giocare così, comandavo io in mezzo ai maschi. Quindi sono sempre stata ribelle, questo è sempre stato il mio carattere. Questa mia energia, voglia di arrivare, magari veniva interpretata male. Ribelle, ma in realtà era solo perché volevo arrivare. Volevo di più. Molte volte il mio carattere mi ha compromesso.

Le parole sulla Lazio

Quello che mi piace alla Lazio è che dobbiamo fare sempre di più. Inizialmente pensavo fosse la salvezza, invece si vuole ancora di più. Questo è quello che ci trasmette il mister. Essere appena arrivate in Serie A non significa che la salvezza dev'essere l'unico obiettivo. Quest'anno è stato un crescere di momenti. L'anno scorso le abbiamo perse tutte, poi ci siamo riprese. Penso che ci stiamo meritando tutto in campo, perché lavoriamo tanto. Il mister ci fa venire qua all'alba. Stiamo tante ore in campo. Il campionato è difficile, aperto. Quello che abbiamo sempre fatto è ragionare partita dopo partita. I conti si vedranno alla fine.

La sua carriera

L'esperienza alla Roma la descriverei con la parola 'speranza'. Ero tornata da Siviglia dopo la prima esperienza all'estero. La prima volta a Siviglia ero molto insicura, mi volevo far piacere, ma in campo non mi piacevo, perdevo sempre palla. La Roma è stata l'occasione di creare qualcosa di vero, di forte. Il Betis è 'consapevolezza' di chi sono. Dal Betis sono andata alla Fiorentina e mi sono di nuovo persa. Avevo sempre problemi fisici, è stato un momento tosto, volevo smettere di giocare a calcio. Poi arriva Patrizia Panico, un ex calciatrice (anche della Lazio, ndr) e una personalità importante nel nostro calcio. Il suo modo di trasmettermi quello che vedeva in me non lo percepivo. L'ho capito dopo. Sono tornata a giocare e mi ha sempre aiutato, infatti poi è arrivata la mia esperienza al Milan che è l'anno dove ho fatto più gol e poi l'Everton. In quel periodo con Patrizia Panico ci sentivamo continuamente. In Inghilterra è stata un'esperienza che mi ha formata a livello di professionalità, che mi mancava, lì è un mondo a parte. Mi ha preparato a quello che sono oggi. L'esperienza alla Lazio ha formato la donna e la calciatrice che sono oggi. Sono sempre me stessa. Dico sempre che non faccio niente di speciale: gioco e basta. Sono solo grata di poter essere un'icona e d'esempio. Io vivo di questo. Del poter trasmettere qualcosa. Di essere un'icona lo faccio dire agli altri, io voglio solo giocare. Mi sto divertendo come quando ero piccola. Questo per me è quello che conta.

Ver detalles de la publicación