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·31 de mayo de 2026

Pisacane è il nuovo che può cambiare la Serie A! Senso di responsabilità e lavoro maniacale come mantra

Imagen del artículo:Pisacane è il nuovo che può cambiare la Serie A! Senso di responsabilità e lavoro maniacale come mantra

Fabio Pisacane a Cagliari ha mostrato quanto il lavoro fatto con responsabilità, idee e consapevolezza possa portare risultati e cambiamenti concreti

Viviamo un’era che va veloce, un mondo in costante cambiamento nel quale i protagonisti del presente vengono dati per scontati e analizzati in modo estremamente superficiale. E se questo è vero, lo è ancor di più per quanto riguarda i personaggi del mondo del calcio, un mondo in cui gli ego sono ipertrofici, un mondo nel quale l’io delle persone viene pompato in ogni istante e dove si fa la rincorsa a riconoscere i meriti di qualcuno più per averne un vantaggio che per la voglia di elogiare una persona.

Ma in questo mondo, sono passati in secondo piano quelli che sono i reali meriti di una persona. Noi parliamo del Cagliari, abbiamo seguito la stagione dei rossoblù, la prima in panchina di Fabio Pisacane e non abbiamo potuto fare a meno di percepire l’importanza del percorso sportivo, ma oltre a esso anche tante sue dichiarazioni e prese di posizione che denotano uno spessore umano da tanti sottovalutato.


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Perché se nel finale di stagione, quando la salvezza sembrava in dubbio, tutti si soffermavano su “Pisacane resta?”, “Pisacane se ne va?”, “Pisacane sì?”, “Pisacane no?”, lui ha sottolineato un concetto, ovvero “Io sono sul banco degli imputati da luglio, da quando questo percorso è iniziato”. La dimostrazione di una responsabilità che il tecnico sente, ma soprattutto ha sempre sentito.

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Pisacane un tecnico giovane che può cambiare la Serie A

Un allenatore giovane, classe ’86, il che significa che ha compiuto 40 anni quest’anno. Un uomo che però parla con l’esperienza del veterano e con la chiarezza che noi dovremmo pretendere da tecnici più adulti e che però, nella maggior parte dei casi cercano delle scuse, tutto pur di non prendersi le proprie responsabilità.

Lo stesso tecnico più volte ha risposto alle domande circa la sua giovane età e il percorso portato avanti da colleghi altrettanto giovani, vedi Chivu all’Inter, Cuesta al Parma e Fabregas al Como. Anche in questo caso il grande senso della responsabilità di Pisacane è filtrato grazie alle sue parole, infatti ha più volte espresso il concetto per cui tanto lui quanto i suoi giovani colleghi hanno la responsabilità di non sbagliare per poter portare a un cambio di direzione. Il calcio italiano è conservatore, non vuole il cambiamento, l’abbiamo visto con Conte, Allegri e non solo.

L’Italia in generale va verso il conservatorismo, va verso la volontà di confermare degli schemi e puntare sempre su un usato sicuro che non potrà andare male perché “il suo lo fa”; e poi vedi il Milan che con Allegri non si è qualificato in Champions. Beh, Pisacane ha più volte espresso il concetto per lui, Chivu, Fabregas e Cuesta in questa stagione hanno avuto la responsabilità e la necessità di non sbagliare perché altrimenti sarebbero stati bollati come inesperti, come tecnici che hanno avuto la loro occasione ma non erano pronti.

Per tanto tempo i giovani, tanto gli allenatori quanto i calciatori, sono sempre stati considerati quelli che sì, meritano una chance, senza poi riceverla. E quest’anno è stato diverso, quantomeno in Serie A abbiamo assistito alla stagione di tecnici giovani che hanno fatto un grandissimo percorso, appunto Pisacane. Uno che per la prima volta ha preso la guida di una prima squadra dopo averne allenato la Primavera arrivando a conquistare una salvezza con una giornata di anticipo. Uno capace di ottenere 43 punti, cosa che il Cagliari non faceva da diverse stagioni.

Allo stesso tempo Cuesta ha portato il Parma a una tranquillissima salvezza e a chiudere praticamente a centro classifica. Risalendo la classifica stessa troviamo Fabregas, il quale ha portato il Como in Europa e, non contento, l’ha trascinato fino alla Champions League. Questo fino ad arrivare a Chivu, che dopo essere stato sotto l’occhio della critica quest’estate per il rendimento dell’Inter al Mondiale per Club, poi ha vinto il campionato come si suol dire “in carrozza”, con diverse giornate di anticipo e giocando un buon calcio.

Tutti questi tecnici così come Pisacane, hanno dimostrato di sentire questa responsabilità ma di non farsi piegare da essa.

Pisacane tra responsabilità e lavoro

Alla responsabilità hanno contrapposto il lavoro e l’impegno. Fabio Pisacane, al senso di responsabilità, ha opposto la sua maniacalità nell’impostare il lavoro. Pisacane ha dimostrato responsabilità, ha dimostrato di volerla, ha dimostrato di sentirla e di non farsi schiacciare da essa. Ha dimostrato che i giovani possono farcela, vedi i tanti giocatori fatti giocare o lanciati in questa stagione.

Fabio Pisacane ha dimostrato che la responsabilità ai giovani bisogna darla e chi attacca da fuori è semplicemente il portavoce della voglia di non cambiare mai, di un pensiero gattopardiano, della voglia di tenere il mondo per quello che è, di non cambiare mai.

Ecco Pisacane, così come Cuesta, Chivu e Fabregas sono stati il seme di questo cambiamento. Un cambiamento che dal campo si è trasposto nei numeri, dai numeri è arrivato a una rivoluzione sociale più che tecnica e calcistica.

Pisacane è l’inizio, ora è la società che dovrà assecondarlo e cambiare, e voler cambiare soprattutto.

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