Calcio e Finanza
·30 de junio de 2026
Plusvalenze, chiesti due anni per i dirigenti dell'Udinese sul caso Mandragora

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La Procura di Udine ha chiesto due anni di reclusione per il presidente dell’Udinese, Franco Soldati, e per il vicepresidente Stefano Campoccia nell’ambito dell’udienza preliminare davanti al Gup del Tribunale di Udine. Al centro del procedimento c’è la plusvalenza legata al trasferimento di Rolando Mandragora dalla Juventus al club friulano.
Per la società Udinese, invece, è stata chiesta un’ammenda da 500mila euro. Le contestazioni riguardano l’operazione conclusa nel 2018, quando la Juventus cedette Mandragora all’Udinese inserendo nell’accordo un’opzione di riacquisto fissata a 20 milioni di euro.
Secondo l’impostazione accusatoria, tuttavia, quella clausola non avrebbe avuto la natura di una semplice opzione, ma avrebbe mascherato un vero e proprio obbligo irrevocabile di riacquisto da parte del club bianconero. Il calciatore, infatti, fece poi ritorno alla Juventus due anni più tardi. Per la Procura, questa struttura avrebbe consentito all’Udinese di iscrivere a bilancio una plusvalenza superiore ai 3 milioni di euro. L’operazione, secondo l’accusa, avrebbe inoltre prodotto un’evasione Ires per oltre 400mila euro.
A Soldati, Campoccia e alla società friulana vengono contestati, a vario titolo, i reati di falso in comunicazioni sociali, dichiarazione fraudolenta ed evasione dell’Ires. Campoccia, oltre al ruolo di vicepresidente dell’Udinese, è anche membro del Consiglio federale della FIGC in rappresentanza della Serie A, insieme a Giorgio Chiellini per la Juventus e Giuseppe Marotta per l’Inter. L’organismo è stato appena riconfermato.
Nel corso dell’udienza, la difesa di Campoccia ha chiesto l’assoluzione perché il fatto non sussiste. Le posizioni di Soldati e dell’Udinese saranno invece discusse il prossimo 15 settembre. Nella stessa data è attesa anche la sentenza del Gup.







































