Calcio e Finanza
·30 de marzo de 2026
Premier, da Amorim a Tudor: spesi oltre 50 milioni per otto esoneri in stagione

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·30 de marzo de 2026

Igor Tudor è diventato ufficialmente l’ottavo allenatore in Premier League a essere esonerato in questa stagione. In attesa del nuovo tecnico, con i tifosi degli Spurs che sembrano essere abbastanza sollevati dalla risoluzione consensuale dell’ex Juventus, i cambi in panchina iniziano ad aver un costo molto importante per le società del massimo campionato inglese.
Infatti, come riporta il quotidiano britannico Telegraph, per gli otto tecnici sollevati dal proprio incarico, fra esoneri e risoluzioni, i club della Premier coinvolti hanno speso quasi 47 milioni di sterline, che al cambio attuale sono pari a 54 milioni di euro. Superata già la cifra spesa nella scorsa stagione, che si attestava a 43 milioni di sterline, e anche l’ammontare dei cambi in panchina (furono sette nel 2024/25). In questo conteggio vengono assimilati anche i costi sostenuti per liberare alcuni tecnici dai contratti in essere con altre società, pratica sempre più diffusa negli ultimi anni.
Un esempio che spiega più di tutti questo trend è sicuramente quello del Manchester United. I Red Devils hanno pagato la clausola rescissoria per Ruben Amorim allo Sporting Lisbona, pari a 11 milioni di sterline, per poi riconoscere al tecnico portoghese una buonuscita da quasi 16 milioni poco più di un anno dopo, per un totale che si aggira sui 27 milioni di sterline, pari a 31 milioni di euro.
Inoltre, questa stima potrebbe essere in difetto, visto che non vengono considerate le possibili commissioni agli agenti degli allenatori e le spese totali legate ai cambi in panchina, visto che queste nei bilanci delle società inglesi finiscono nella voce generale “oneri straordinari”. Questo fenomeno, che come detto si è sviluppato negli ultimi anni, ha portato alla sottoscrizione di clausole nei contratti che comportano delle buonuscite milionarie, come dimostrato con quella riconosciuta ad Amorim dal Manchester United.
Detto del tecnico portoghese dello United, forse il caso manifesto che ha di fatto aperto la strada agli esempi di oggi è quello del 2023 di Antonio Conte con il Tottenham. Il tecnico italiano aveva scelto gli Spurs grazie a un contratto molto ricco e che prevedeva una buonuscita intorno ai 5 milioni di euro. La stessa cifra, secondo le indiscrezioni, è quella che si è riservato Enzo Maresca con il Chelsea. La buonuscita fissata da contratto permette a questi allenatori di poter essere subito liberi sul mercato delle panchine e trovare una sistemazione nel giro di pochi mesi. Esattamente come si evince dai casi recenti di tecnici tornati subito in corsa: da Ange Postecoglou a Nuno Espirito Santo, passando per Sean Dyche.
Ma questo fenomeno si presenta, con conseguenze ben peggiori viste le differenze nei ricavi, nei tre campionati al di sotto della Premier League: Championship, League One e League Two. Prendendo come esempio due società con un passato anche nella prima serie inglese, l’Hull City e il Norwich hanno cambiato insieme ben 23 allenatori negli ultimi 10 anni. Scelte che hanno avuto un peso in parte decisivo per le situazioni economiche-finanziarie in cui i due club versano attualmente con perdite rispettive registrare nelle ultime stagioni di 40 e 20 milioni di sterline. Dal 2005 a oggi si contano 160 esoneri in Premier League e ben 884 nei 92 club professionistici britannici. La durata media di permanenza sulla stessa panchina per un allenatore è ormai inferiore ai due anni. Infine, dietro ogni esonero non ci sono solo i tecnici, ma interi staff: secondo la League Managers Association, oltre 100 membri degli staff tecnici hanno perso il lavoro solo dall’inizio di questa stagione.









































