Milannews24
·12 de junio de 2026
Pulisic carica il Milan e sogna il Mondiale: «Sono sicuro che andrà tutto bene»

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Mentre i Mondiali 2026 entrano nel vivo dopo le prime sfide della competizione, l’attenzione dei tifosi milanisti è puntata anche su Christian Pulisic, primo dei dieci rossoneri impegnati nella rassegna iridata. L’esterno americano sarà protagonista nella notte italiana con gli Stati Uniti contro il Paraguay, ma prima del debutto ha parlato in esclusiva alla Gazzetta dello Sport, affrontando sia il tema Mondiale sia quello legato al suo futuro e a quello del Milan.
La stagione appena conclusa non ha rispettato le aspettative del club rossonero e nemmeno quelle personali del numero 11 statunitense, che dopo un avvio brillante ha vissuto mesi complicati sotto il profilo realizzativo. Nonostante ciò, Pulisic guarda avanti con fiducia e si mostra ottimista sul futuro del Diavolo.
PAROLE – «Posso solo dire che il Milan è un grande club e penso che sistemeranno tutto… Alla fine, sono sicuro che andrà tutto bene e la squadra tornerà lassù dove merita. In questo momento, però, il mio focus è qui in America. Sono in contatto con alcuni dei compagni al Milan. Ci siamo sentiti e mi hanno anche semplicemente fatto gli auguri per il Mondiale. In generale, ho tanti amici molto stretti in Italia con cui parlo quotidianamente».
Nel corso dell’intervista, Pulisic ha parlato anche del commissario tecnico degli Stati Uniti, Mauricio Pochettino, nome accostato nelle ultime settimane anche al Milan durante le valutazioni per la panchina.
L’attaccante americano ha evidenziato il buon rapporto instaurato con il tecnico argentino:
«Lo vedo solo come il mio commissario tecnico, qui e ora. Il nostro rapporto è buono, decisamente buono. Abbiamo avuto delle belle conversazioni negli ultimi giorni: so cosa mi chiede e cosa posso dargli. Penso che con lui ci stiamo preparando al meglio possibile per affrontare il torneo».
E aggiunge:
«Non faccio paragoni, ma credo sia il primo allenatore sudamericano che ho in carriera. È stata una bella esperienza, una grande scoperta. Mi piace la passione, mi piacciono le idee di calcio che porta con il suo stile. Pretende grande energia e intensità continua in campo».
Per Pulisic, disputare un Mondiale negli Stati Uniti rappresenta un’esperienza unica, capace di unire entusiasmo, responsabilità e orgoglio nazionale.
«Non abbiamo paura, questo è il nostro momento. Vogliamo essere una vera forza in questo Mondiale, capace di giocarsela con tutti. Rispetto all’ultima volta? Mi sento un po’ più rilassato, l’esperienza mi ha calmato e il fatto di essere a casa nostra aiuta. Ma poi penso di essere un giocatore migliore rispetto a 4 anni fa in Qatar: sono cresciuto molto sotto tutti gli aspetti, anche in Italia».
A rendere ancora più speciale l’avventura iridata è la presenza di compagni di lunga data come Weston McKennie, con il quale ha condiviso gran parte del percorso nelle selezioni giovanili statunitensi.
«Siamo davvero cresciuti insieme, ora siamo entrambi in Italia al top, io al Milan e lui alla Juve, ma soprattutto difendiamo ancora insieme la nostra nazionale. Quando affronti una partita così importante, con la pressione dell’esordio in un Mondiale, ti aiuta guardarti accanto e vedere ragazzi che conosci da quando avevi 13 o 14 anni. Vuoi lottare come loro, non deluderli, coprirgli le spalle. È con questo spirito che arriviamo al Mondiale di casa».
Nel penultimo test prima dell’inizio del torneo, Pulisic è tornato al gol interrompendo un digiuno che durava da diversi mesi. Un segnale importante in vista dell’esordio mondiale.
«L’ho detto dopo l’amichevole col Senegal: era importante segnare, anche se non capivo perché si parlasse solo di questo. Adesso mi sono sbloccato e spero che ci si concentri su altro, su questo momento storico di fronte a tutti noi, che sembra così folle, quasi surreale. Questi momenti, noi calciatori americani non li dimenticheremo mai. Ma adesso l’obiettivo si chiama soltanto Paraguay: servirà lottare davvero ma se dovessimo vincere subito manderemmo un segnale forte al girone».
Parole che raccontano tutta la determinazione di un giocatore pronto a prendersi la scena nel Mondiale di casa, senza però dimenticare il suo legame con il Milan e la convinzione che il club rossonero possa presto tornare ai vertici.







































