Pulisic sotto accusa negli Stati Uniti, Donovan: «Attorno a lui solo parassiti: la gente è stufa» | OneFootball

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Milannews24

·9 de julio de 2026

Pulisic sotto accusa negli Stati Uniti, Donovan: «Attorno a lui solo parassiti: la gente è stufa»

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Pulisic sotto accusa negli Stati Uniti, Donovan: «Attorno a lui solo parassiti: la gente è stufa». Segui le ultimissime sui rossoneri

Christian Pulisic si trova al centro di dure contestazioni in seguito all’eliminazione degli Stati Uniti dalla competizione mondiale per mano del Belgio. Le prestazioni offerte dal giocatore durante il torneo hanno sollevato numerose polemiche in patria, spostando l’attenzione non solo sul rendimento in campo, ma anche sulle dinamiche esterne che influenzano il tesserato del Milan.

Ospite al podcast Unfiltered SoccerLandon Donovan ha espresso giudizi pesanti e accuse mirate. L’ex calciatore ha focalizzato il proprio intervento sulla gestione del numero 11 dei rossoneri, mettendo nel mirino direttamente le persone che compongono il cerchio ristretto e l’entourage del calciatore.


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A PULISIC – «Questa è un’opportunità per aiutarti e per cambiare la tua vita per sempre. Uno dei problemi più grandi – ne parlo con le persone che lavorano alla Federcalcio statunitense. Ne parlo con i suoi sponsor. Ne parlo con i suoi compagni di squadra. Ne parlo con lo staff e con gli allenatori. La gente è stufa di come vengono gestite le cose intorno a lui. E non è necessariamente colpa sua, ma dei suoi agenti, della sua famiglia, dei suoi parassiti, delle persone che lo influenzano».

ALL’ENTOURAGE – «La gente ne ha abbastanza. Trattano male le persone. Agiscono in modo scorretto. È sempre un ‘no’ ogni volta che si chiede: ‘Possiamo fare un’intervista?’. È sempre un: ‘No, non potete avvicinarvi a lui’. Non saluta i commentatori che seguono tutte le partite quando gli passano accanto. Tutti gli altri si avvicinano, stringono la mano e dicono: ‘Ciao’. C’è proprio questa sensazione che non ci si possa avvicinare a lui. E in realtà non credo che la colpa sia sua. Penso che sia colpa delle persone che lo circondano».

PARAGONE – «La realtà è che è uscito da una partita a eliminazione diretta dei Mondiali giocata in casa, con la gamba ancora integra. Perché a me avrebbero dovuto trascinarmi fuori dal campo a forza, cazzo. E avrei dato un pugno in faccia al medico dicendogli: ‘Non mi togli dal campo. Mettimi tutto quello che devi mettermi, ma io resto in campo’».

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