Milannews24
·7 de mayo de 2026
Ravezzani stronca il Milan: «Declino sportivo umiliante per tutto il club»

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La crisi del Milan sembra non avere fine e ora investe ogni livello dell’organigramma sportivo. Fabio Ravezzani, direttore di Telelombardia, ha espresso un giudizio durissimo attraverso un post su X, evidenziando come la mediocrità dei risultati sia diventata una costante per l’intera società. Il giornalista ha sottolineato come la situazione sia ormai generalizzata a ogni categoria: «Ho fatto una ricerca veloce e risulta che tutte le squadre del Milan (anche femminile e giovanili) siano in posizione di classifica molto modeste». Secondo questa analisi, il problema non sarebbe circoscritto ai singoli interpreti, ma riguarderebbe una gestione sportiva complessiva che ha perso la propria identità vincente.
In questo scenario desolante, paradossalmente, la formazione guidata da Massimiliano Allegri risulterebbe essere quella messa meglio, nonostante le feroci critiche ricevute per la qualità del gioco espresso in questa Serie A. Ravezzani rincara la dose evidenziando il paradosso di una società in difficoltà: «Forse la migliore è quella di Allegri. Anche questo è un segnale inequivocabile di un declino sportivo per certi versi umiliante». Le parole del direttore mettono in luce una realtà in cui i rossoneri faticano a essere competitivi su tutti i fronti, dalle giovanili alla squadra femminile, segnando una distanza siderale rispetto ai successi del passato.
Questa analisi solleva interrogativi pesanti sul futuro del Diavolo. Se anche i vivai e le altre selezioni faticano a imporsi nei rispettivi campionati, il rischio è che il declino non sia solo passeggero, ma strutturale. La tifoseria, già provata dalle prestazioni altalenanti della prima squadra, assiste con crescente preoccupazione a questo ridimensionamento globale. Il termine «umiliante» usato da Ravezzani fotografa perfettamente il sentimento di molti sostenitori che vedono il proprio club scivolare in posizioni di classifica anonime. Per uscire da questa spirale occorrerà un intervento radicale della proprietà, capace di restituire competitività a ogni branca di una società che oggi appare svuotata.







































