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Marco Alessandri·15 de enero de 2026
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Marco Alessandri·15 de enero de 2026
Tempi duri per il Real Madrid. I Blancos stanno vivendo la settimana più pazza dell'anno, e non in senso buono. Prima il dolorosissimo ko in finale di Supercoppa spagnola contro il Barcellona, poi il conseguente esonero di Xabi Alonso e il malumore dei big.
Infine, ieri sera, l'assurda eliminazione dalla Coppa del Re per mano dell'Albacete, club che milita in Segunda Division.
La prima di Alvaro Arbeloa sulla panchina del Real, insomma, non poteva andare peggio.
Mancavano tanti big, è vero, e tra questi Mbappé, Militao, Rodrygo, Alexander-Arnold, Rüdiger, Mendy, Courtois, Bellingham, Tchouameni, Carreras e Brahim Díaz.

Per battere una squadra in piena zona retrocessione in Serie B, però, sarebbero dovute bastare le seconde linee, ancor più se rinforzate dai vari Vinicius, Arda Güler, Valverde e Mastantuono. Invece in campo si è visto un Real troppo sicuro di essere più forte, anche se costretto sempre a inseguire.
Nemmeno il pareggio al 90'+1 del solito Gonzalo Garcia è bastato a evitare la figuraccia. Tre minuti più tardi, infatti, Lunin si è fatto sorprendere da un pallonetto di Betancor che ha fatto esplodere un caldissimo Estadio Carlos Belmonte, ieri davvero uomo in più della squadra di casa.
Arbeloa, che dovrebbe rimanere in carica fino a fine stagione, non si è presentato nel migliore dei modi. Il Real abbandona così il secondo obiettivo stagionale, dopo aver già perso la Supercoppa. Con un Barcellona a +4 in Liga e una Champions in cui i Blancos non sembrano la squadra più forte, il rischio di un'altra stagione senza titoli è quanto mai reale.
📸 Denis Doyle - 2026 Getty Images









































