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·23 de junio de 2026
Risalgono le quotazioni di Conte come ct? Il piano di Malagò per rilanciare l’Italia: occhio al possibile coinvolgimento di Maldini

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Il futuro della Nazionale italiana entra in una fase decisiva. Dopo l’elezione di Giovanni Malagò alla presidenza della FIGC, il nuovo corso federale dovrà subito affrontare uno dei dossier più delicati: la scelta del prossimo commissario tecnico. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, nelle ultime ore sarebbero in risalita le quotazioni di Antonio Conte, mentre per il ruolo di direttore tecnico prende sempre più corpo l’ipotesi Paolo Maldini.
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L’elezione di Malagò è arrivata ieri all’Hotel Cavalieri Waldorf Astoria di Roma, dove il nuovo presidente federale ha superato Giancarlo Abete. L’ex numero uno del CONI ha ottenuto il 68,58% dei voti dei 266 delegati presenti, contro il 29,17% dello sfidante. Le schede bianche sono state il 2,25%.

FIGC, Malagò pensa a Conte e Maldini – CalcioNews24.com
La prima mossa del nuovo presidente potrebbe essere una vera rivoluzione azzurra. Il profilo di Conte viene considerato forte per esperienza, carisma e capacità di incidere subito su un gruppo da ricostruire dopo gli ultimi fallimenti mondiali. L’idea Maldini, invece, sarebbe già molto avanzata: l’ex dirigente del Milan potrebbe portare competenza, autorevolezza e visione tecnica in un ruolo centrale per il futuro della Nazionale.
Malagò ha voluto lanciare subito un messaggio di unità: «Da solo non posso fare niente, insieme possiamo fare tutto». Una frase che riassume il senso del suo mandato, breve ma denso di responsabilità: il prossimo voto federale arriverà infatti nel 2028.
Il nuovo presidente ha commentato con soddisfazione l’esito dell’assemblea: «Certo che sono contento! Avevo detto che qualsiasi cosa sopra il 61% sarebbe stata importante: solo un presuntuoso poteva pensare che ogni componente mi appoggiasse all’unanimità, qualcuno penso si sia astenuto, anche in Serie A».
Il dato politico è chiaro: Malagò è andato oltre le previsioni, ottenendo consensi anche in aree considerate più vicine ad Abete, in particolare tra i Dilettanti. Proprio questa maggioranza ampia gli darà maggiore forza per affrontare le riforme del sistema calcio.
Tra i temi più urgenti ci sono il rilancio della Nazionale, la gestione dei vivai, il rapporto con la Serie A, la sostenibilità economica e il nodo delle riforme federali. Malagò ha anche lasciato intendere che il sistema dovrà superare blocchi e veti: «Se non si cambia, qualcuno ci metterà nelle condizioni di cambiare».
Resta caldo anche il rapporto con la politica, dopo le tensioni legate alla distribuzione delle risorse. Il nuovo presidente ha chiarito: «La politica deve rispettare lo sport, si può accettare tutto ma non che non si venga coinvolti in un provvedimento che ci riguarda. Sono dinamiche che non fanno bene a nessuno».
La nuova FIGC riparte dunque da una doppia missione: scegliere subito la guida tecnica dell’Italia e avviare una riforma profonda del calcio italiano.







































