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·24 de marzo de 2026

Roma a nervi tesi. L'ordine dei Friedkin a Gasperini e dirigenti: abbassare i toni

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Abbassare i toni e di conseguenza la tensione fino a fine stagione. Questo il diktat trasmesso a Gian Piero Gasperini e ai dirigenti della Roma da parte della famiglia Friedkin, con obiettivo ultimo quello di centrare la qualificazione alla prossima Champions League, step ritenuto fondamentale per entrare in una nuova era sportiva per il club giallorosso.

Come riporta l’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, non è in agenda un altro faccia a faccia con tutte le componenti societarie e la proprietà, ma certamente con la ripresa degli allenamenti di Pellegrini e compagni un contatto di qualche tipo fra Gasperini e la coppia Ranieri-Massara ci sarà. Sicuramente i recenti confronti, anche con toni abbastanza forti, hanno lasciato degli strascichi, che dovranno lasciare spazio al lavoro quotidiano sul campo e in dirigenza.


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Di sicuro rimane il lavoro fatto fin qui che ha portato in dote 54 punti alla Roma in campionato. La vittoria contro il Lecce ha permesso di recuperare due punti sulla Juventus, agganciandola al quinto posto, a -3 lunghezze dal Como quarto. Inoltre, fin qui si parla della seconda miglior stagione in campionato nella storia recente della Roma, superata solamente dal 2022/23 con Mourinho in panchina, che dopo 30 giornate aveva collezionato 56 punti, due in più di Gasperini quest’anno.

Ma proprio il buon lavoro condotto sul campo è motivo di grande rammarico da parte di Gasperini, convinto che se le sue richieste fossero state soddisfatte in sede di mercato, specialmente in estate, la Roma avrebbe qualche punto in più e sarebbe in una posizione migliore a otto giornate dalla fine del campionato. Inoltre, c’è la componente infortuni, che secondo il tecnico si poteva gestire meglio. Avere spesso ai box, anche per un periodo lungo, calciatori come Dybala, Dovbyk, Ferguson e Soulé, praticamente tutto il reparto d’attacco, e ora Koné, ritenuto fondamentale a centrocampo, di fatto ha stroncato in parte il lavoro sul campo di Gasperini.

Da parte sua la società, Ranieri e Massara in primis, sono consapevoli delle richieste fatte da Gasperini in tempi non sospetti, ma i due hanno sempre predisposto un piano di crescita della squadra, rispettando anche i paletti del settlement agreement con la UEFA a cui la Roma deve sottostare. Proprio per questo la qualificazione in Champions è ritenuta fondamentale per lo sviluppo del progetto sportivo. Un progetto sportivo che prevede ancora Gasperini in panchina, anche se le ultime uscite pubbliche del tecnico non sono piaciute a nessuno, soprattutto dopo una vittoria firmata da un altro acquisto di gennaio come Robinio Vaz, senza dimenticare l’impatto devastante di Malen dal suo arrivo.

Per questo la dirigenza ritiene la rosa più che valida, anzi da un lato rimprovera Gasperini di aver atteso troppo per lanciare giovani talenti come Ghilardi e Pisilli. Stesso discorso per Vaz per cui sono stati spesi 20 milioni di euro con la convinzione di aver portato a Roma un futuro titolare. Proprio su questo punto, Gasperini si aspettava altro dal mercato di gennaio, leggasi giocatori più pronti, e da qui nasce il suo malumore, a cui però è stato richiesto di mettere un freno in vista del finale di stagione. Terminata questa, con la qualificazione in Champions nelle speranze del club giallorosso, ci sarà modo di valutare il futuro insieme e decidere se farlo ancora tutti sotto la bandiera della Roma.

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