Roma eliminata dall’Europa League ma che riscopre il ‘fattore’ Ndicka: l’improvvisa metamorfosi del difensore. Così è cambiata la squadra di Gasperini | OneFootball

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·20 de marzo de 2026

Roma eliminata dall’Europa League ma che riscopre il ‘fattore’ Ndicka: l’improvvisa metamorfosi del difensore. Così è cambiata la squadra di Gasperini

Imagen del artículo:Roma eliminata dall’Europa League ma che riscopre il ‘fattore’ Ndicka: l’improvvisa metamorfosi del difensore. Così è cambiata la squadra di Gasperini

Roma eliminata dall’Europa League ma con una certezza in più nella propria stagione: Evan Ndicka. I dati non mentono

L’eliminazione dalla stordente giostra dell’Europa League, maturata ieri sera al termine di un pirotecnico 3-4 ai supplementari nell’ottavo di ritorno contro il Bologna, lascia in casa Roma scorie pesanti e inevitabili rimpianti. Eppure, tra le pieghe di una notte europea dal sapore amaro, c’è una certezza che continua a confermarsi e che rappresenta ormai un fattore tattico imprescindibile per i giallorossi: lo strapotere aereo di Evan Ndicka sulle palle inattive.


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UNA MACCHINA DA GOL INASPETTATA

Fino a poche settimane fa, il difensore ivoriano non aveva mai trovato la via della rete in questa stagione di Serie A. Poi, l’improvvisa metamorfosi. Ndicka si è trasformato in un attaccante aggiunto, inanellando una striscia clamorosa: tre gol consecutivi in campionato (Cremonese, Juventus e il beffardo pallonetto di testa contro il Genoa su respinta di Messias), a cui si è aggiunta la zuccata schiacciata di ieri sera contro i rossoblù che aveva momentaneamente illuso l’Olimpico. Senza dimenticare l’incornata sul primo palo contro il Nizza nella primissima fase europea. Un’escalation realizzativa impressionante per un centrale.

L’ASSE CON PELLEGRINI

La genesi di questo exploit non è casuale, ma frutto di un lavoro maniacale sui piazzati e di un feeling tecnico evidente. Il “partner in crime” perfetto è il capitano Lorenzo Pellegrini, dal cui piede nascono quasi tutte le fortune aeree del difensore. Ndicka ha dimostrato di avere un bagaglio di soluzioni da vero bomber d’area di rigore: domina le palle alte schiacciandole a terra, legge i rimbalzi, sfrutta le sponde dei compagni (come il tacco di Cristante contro la Cremonese) e brucia gli avversari sul tempo, come nell’anticipo al volo ai danni di Cambiaso nel 3-3 contro la Juve.

IL FATTORE SUI CORNER

L’esplosione di Ndicka è, di fatto, la punta dell’iceberg di una Roma che ha trasformato i calci d’angolo in una miniera d’oro. Il report stagionale parla chiaro: la manovra offensiva si appoggia costantemente sulle torri. Dalle torsioni chirurgiche di Cristante sul primo palo (a segno contro Fiorentina e Cremonese), fino ai blitz sotto misura di Soulé, Hermoso e Dovbyk. In un momento in cui lo sviluppo fluido della manovra a volte si inceppa, il fattore corner si conferma la grande ancora di salvezza della squadra.

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