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·27 de marzo de 2026

Roma-Everton, nodo multiproprietà: il piano dei Friedkin e chi rischia la "retrocessione" nelle coppe

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Mancano ancora diverse giornate al termine dei principali campionati europei, in Serie A così come nel resto del continente. Tuttavia, i club stanno già studiando il futuro, principalmente per quanto concerne la necessità di rispettare i regolamenti che gli consentiranno di prendere parte alle competizioni della prossima stagione.

L’articolo 5 del regolamento UEFA sulla multiproprietà

Tra chi ha più lavoro da fare rispetto ad altri ci sono sicuramente i gruppi a capo di strutture multiproprietà, che come noto devono rispettare regole specifiche soprattutto per prendere parte alle competizioni in ambito UEFA. Tra questi c’è anche il Friedkin Group, che dopo avere acquistato la Roma in Serie A nel 2020 e il Cannes (club francese minore) ha rilevato anche l’Everton in Premier League nel 2024, diventando a tutti gli effetti una multiproprietà.


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La gestione dei due club richiede uno sguardo particolare alle coppe europee in previsione. Infatti, l’articolo 5 del regolamento UEFA sulla Champions League (ma il discorso è identico anche per Europa League e Conference League) stabilisce che due club appartenenti alla medesima proprietà non possono prendere parte alla stessa coppa europea durante una stagione. Questo a meno che non sia dimostrato che i club in questione siano gestiti in maniera completamente separata, come vedremo più avanti. Cosa potrebbe succedere quindi a Everton e Roma?

La soluzione dei Friedkin per i due club

Partendo dalla situazione attuale e guardando le classifiche di Serie A e Premier League, è evidente che nella prossima stagione Roma ed Everton rischino di prendere parte alla stessa coppa europea. E la cosa particolare è che le graduatorie dei due tornei – attualmente molto “corte” – tengono aperta questa possibilità per tutte e tre le competizioni: Champions League, Europa League e Conference League.

A tal proposito, secondo quanto riportato dal Times, fonti vicine al Friedkin Group avrebbero assicurato di avere studiato una “soluzione strutturale” che ritengono possa permettere loro di superare il test della UEFA sull’influenza decisiva (come spiega l’articolo 5) in ambito multiproprietà. Non è però attualmente chiaro quale sia questa soluzione strutturale e, se entrambi i club si qualificassero per la stessa competizione, la questione dovrebbe essere comunque valutata dal UEFA Club Financial Control Body (CFCB), l’organismo deputato a stabilire se la soluzione scelta si possa considerare accettabile.

I casi recenti: la scelta di un blind trust

Quanto trapela da fonti vicine ai Friedkin è interessante, perché il gruppo avrebbe deciso di non puntare su un “blind trust”, la soluzione che era stata scelta invece – per fare un esempio – da Manchester City e Manchester United con Girona NizzaL’adozione di questo meccanismo aveva consentito alle due coppie di club di prendere parte alla stessa competizione europea, evitando che una delle due formazioni “retrocedesse” in un torneo minore.

Al contrario, in un caso più recente, Eagle Group – che controllava contemporaneamente il Crystal Palace e il Lione, entrambe qualificate per l’Europa League – non aveva creato in tempo questa struttura e non era successivamente riuscita a dimostrare a sufficienza l’indipendenza dei due club, portando la UEFA a optare per la “retrocessione” del club inglese in Conference League.

La data di scadenza per essere in regola con i criteri imposti dal regolamento sulla multiproprietà era fissata al 1° marzo. Eventuali comunicazioni UEFA arriveranno invece a fine stagione, quando si scoprirà a quali coppe europee prenderanno parte le squadre controllate dalle medesime proprietà e se si renderà necessario un intervento della Federcalcio europea.

Chi “retrocede” in Europa tra Roma ed Everton

Detto dei piani dei Friedkin e dei regolamenti, quale sarebbe la squadra costretta a retrocedere in una competizione inferiore tra Roma ed Everton, qualora la UEFA consideri che le norme sulla multi-proprietà non sono state rispettate?

La UEFA stabilisce che, in caso di qualificazione alla medesima coppa europea, debba essere “retrocessa” la squadra che termina in posizione più bassa nel proprio campionato. Per fare un esempio, se entrambe le squadre si qualificassero per l’Europa League, ma la Roma lo facesse da 5a in Serie A e l’Everton da 6a in Premier League, i giallorossi avrebbero il diritto di giocare la competizione, mentre i Toffees retrocederebbero in Conference.

Il discorso cambia invece qualora le due squadre occupino anche la medesima posizione in campionato. In questo caso, ad avere la priorità sarebbe il club appartenente alla Federazione con il ranking più alto – in questo caso l’Inghilterra – e di conseguenza l’Everton.

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