Roma, Gasperini: “Zaragoza dal 1′? Ci penso. Il gruppo è unito, risponde in maniera forte” | OneFootball

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DirettaFanta

·8 de febrero de 2026

Roma, Gasperini: “Zaragoza dal 1′? Ci penso. Il gruppo è unito, risponde in maniera forte”

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Gian Piero Gasperini ha presentato in conferenza stampa la sfida di domani contro il Cagliari di Fabio Pisacane. Ecco le sue parole.

La Roma si appresta ad affrontare il Cagliari nel posticipo della 24a giornata di Serie A in programma lunedì 9 febbraio. In conferenza stampa, l’allenatore dei capitolini Gian Piero Gasperini ha presentato così la sfida. Ecco le sue parole.


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Roma, le parole di Gasperini

Un commento su Totti? Zaragoza come lo ha visto? “Ah, io lo faccio giocare subito, non c’è problema. Però si deve allenare, si allena. Gli togliamo quindici anni, vent’anni, lo facciamo diventare grande. Su questa cosa non si è ancora scesi nel dettaglio. Zaragoza? Qualche allenamento con noi lo ha già fatto, ha giocato e lo ha fatto con buona frequenza nel Celta, ha una discreta condizione. È chiaro che quando si arriva in una società nuova bisogna comunque inserirsi, conoscere i compagni, conoscere la squadra. Comunque domani è disponibile: non ho ancora deciso se farlo giocare dal primo minuto oppure a partita in corso. L’intenzione è sempre quella di inserire velocemente i giocatori, anche per dargli più possibilità e aumentare la velocità di inserimento nella squadra”.

Le parole di De Rossi sugli arbitri? “Gli episodi riguardano tutte. Quindi non è una questione che riguarda il favore di uno o di un altro. Penso che, come allenatori, dobbiamo fermarci un attimo e riflettere su quello che è la nostra voce nel mondo del calcio, perché la penso esattamente come te, come Daniele e come tutti gli altri presenti. Non è possibile che questo tipo di calcio non piaccia a noi e probabilmente non piaccia neanche al pubblico. C’è davvero una grande confusione: è bruttissimo vedere partite condizionate da cartellini strani e da rigori che non vengono visti. Si parla tanto, ma poi assistiamo a simulazioni evidenti, a giocatori che si mettono le mani in faccia quando vengono appena toccati, a panchine che saltano per aria, che cominciano a provocare e ad attaccare gli arbitri. Probabilmente dobbiamo essere anche noi allenatori a cercare di fare qualcosa di utile. Ci sono squadre che iniziano ad avere persone strane che entrano nel mondo arbitrale e insegnano ai giocatori come restare a terra, come rimanere giù se vengono toccati, aspettare che finisca l’azione quando la palla viene respinta di testa e poi restare a terra. Il gioco del calcio dovrebbe essere qualcosa di leale, invece così si allontana dallo sport. Cercare di fregare un cartellino, un rigore, un’ammonizione o un cartellino rosso è distante da tutti gli altri sport. L’ho visto nel rugby, che è bellissimo per spirito. Il calcio è diverso, ci sono grandi interessi, c’è la necessità di fare risultati, però dobbiamo far cambiare questo tipo di sistema, che è veramente penalizzante per il nostro sport e anche per noi. L’ho sempre pensata così e l’avevo detto in modo molto preciso: i numeri contano nello sport, in uno sport che ho praticato da sempre e che fin da bambino ho cercato di portare avanti. Sarebbe grave, e non so per quale motivo, ridurre questo sport al cercare di rubacchiare”.

Ha notato una crescita del gruppo dal punto di vista mentale? “Io su questo non ho mai avuto dubbi. Il gruppo ha sempre risposto in maniera forte; poi qualche volta anche con qualche acciacco, un po’ di sfortuna in alcuni casi, però non ci siamo riusciti e abbiamo perso tante partite 1-0 senza riuscire a ribaltarle. Forse abbiamo bisogno di crescere un po’ nel gioco aereo e questo è fondamentale, perché tante partite vengono risolte, recuperate o vinte negli ultimi minuti proprio in questo modo. È chiaro che ci sono aspetti tecnici sui quali dobbiamo sicuramente puntare a fare meglio, ma sotto il profilo motivazionale questo gruppo oggi, come ha sempre dimostrato, dà una grande risposta e sarà così anche nella prossima partita”.

Si aspetta una reazione della squadra dopo aver perso il quarto posto? “Quello che si prova a fare, al di là dell’immediatezza delle situazioni che possiamo sempre affrontare, è cercare in alcune partite di risolvere le problematiche che ogni gara presenta. Devo dire che in questo mese di gennaio abbiamo giocato praticamente dieci partite, dal 29 dicembre contro il Genoa fino al 2 febbraio con l’Udinese. Sono state dieci partite tutte di grandissima difficoltà, tantissime davvero complicate, e in alcune abbiamo perso parecchi giocatori. Abbiamo dovuto giocare molto leggeri: ricordo Atene, ma potrei citare anche tutte le altre. In alcune situazioni, anche a livello numerico, hanno esordito giocatori come Romano, Arena e Della Rocca a Lecce. Ha giocato subito Bassa appena arrivato, ha giocato subito Venturino appena arrivato. Nonostante questo abbiamo affrontato dieci partite in un percorso difficile, con tante defezioni, sempre con grande spirito e con grande voglia di fare. Adesso ci siamo conquistati la possibilità di giocare la fase finale in Europa League. Abbiamo davanti un mese di maggiore normalità dal punto di vista delle partite e cerchiamo di recuperare il più possibile alcuni giocatori fondamentali. Ma l’intenzione, al di là di una partita fatta male o meno, è sempre quella di presentarci in modo dignitoso”.

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