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·31 de enero de 2026

Salta l’allenatore bianconero, non si è presentato alla partita: situazione surreale

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Il 2026 si è aperto con una notizia che ha sconvolto il campionato. L’allenatore non si è presentato alla partita: scandalo senza precedenti.

Il calcio italiano, in questo scorcio di stagione, si sta confermando un tritacarne spietato per gli allenatori, dove la pazienza dei presidenti sembra essersi esaurita molto prima del previsto. Quello che doveva essere l’anno della programmazione e della stabilità si è trasformato in un valzer frenetico di esoneri, con decisioni drastiche che hanno già ridisegnato i vertici della Serie A. Il bilancio è già pesante: ribaltoni d’eccellenza hanno scosso il massimo campionato. Dallo scossone in casa Juventus, con l’addio di Igor Tudor e il clamoroso ritorno in pista di Luciano Spalletti, fino alle crisi profonde di Genoa e Fiorentina, che hanno affidato le loro speranze di salvezza rispettivamente a Daniele De Rossi e Paolo Vanoli. Anche l’Atalanta non è rimasta a guardare, interrompendo il progetto Juric per puntare su Palladino nel tentativo di ritrovare l’anima perduta dopo l’era Gasperini.


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Tuttavia, la sensazione è che il peggio debba ancora venire e che il terreno sotto i piedi di molti tecnici resti fragilissimo, quasi friabile. Le panchine di Marco Baroni a Torino, reduce dalla pesante disfatta contro il Como, e di Paolo Zanetti a Verona vivono ore d’ansia profonda, con l’ombra dell’esonero che si allunga a ogni passo falso. Questo clima di instabilità non è però una prerogativa esclusiva della massima serie. Anche scendendo di categoria, la tensione tra piazze, risultati e società sta infettando il sistema calcio dalle fondamenta, portando a galla episodi che travalicano il limite del professionale per sfociare nel surreale. L’esempio più plastico di questa deriva arriva dalla Toscana, dove il Siena è diventato il palcoscenico di un vero e proprio giallo che ha tenuto l’intera città col fiato sospeso per giorni.

Bellazzini trovato a un distributore di benzina, caos Robur: licenziato

Quanto accaduto allo stadio Artemio Franchi durante la sfida contro lo Scandicci ha dell’incredibile e segna il punto di rottura definitivo di una gestione tecnica ormai compromessa. I tifosi della Robur si sono trovati davanti a una scena mai vista: una squadra scesa in campo senza il proprio allenatore, Tommaso Bellazzini, che ha disertato il match dopo una pesante contestazione subita durante la rifinitura. Mentre la sua squadra affondava in casa, il tecnico veniva immortalato casualmente a un distributore di benzina, lontano chilometri dallo stadio. Un’assenza che ha scatenato un terremoto mediatico e societario, culminato in un silenzio stampa rotto solo nelle ultime ore per annunciare quello che molti invocavano come l’unico modo per riportare ordine e appartenenza in un ambiente devastato dal caos.

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Bellazzini trovato a un distributore di benzina, caos Robur: licenziato – calcionews24.com (Pixabay)

La parola fine su questa pagina grottesca della Robur è stata scritta ufficialmente con la nomina di Gill Voria come nuovo allenatore della prima squadra. Per Voria, bandiera storica ed ex difensore bianconero, si tratta di un ritorno a casa accolto con sollievo dalla tifoseria. La proprietà svedese, rappresentata da Englund e Dahlin, ha rotto gli indugi affidando la guida tecnica a un uomo che conosce ogni centimetro di Siena, con l’obiettivo dichiarato di raddrizzare una stagione finora deludente e puntare con decisione al ritorno in Lega Pro. Con l’era Bellazzini ormai alle spalle e l’ufficialità del nuovo tecnico, Siena spera di aver finalmente chiuso il capitolo del “teatro dell’assurdo” per tornare a parlare esclusivamente di calcio giocato, cercando in Voria quel condottiero capace di trasformare la rabbia della piazza in energia per la risalita.

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