DirettaCalcioMercato
·7 de abril de 2026
Serie A, comprare in Italia è diventato quasi impossibile: il 60% degli acquisti arriva dall’estero. Ecco il motivo

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In Serie A nessuno compra più da club italiani: è uno dei tanti problemi che sta distruggendo il nostro calcio. Ma perché succede?
Gli stranieri stanno dominando la Serie A, non lasciando più spazio ai giocatori italiani: questo è uno dei tanti motivi dietro al fallimento della Nazionale. Come riporta Transfermarkt, infatti, il 69% del minutaggio totale nella maggiore competizione italiana è composto da stranieri, dato che ci vede terzi in Europa dietro alla Premier League (75%) e alla Liga portoghese (74%). Tuttavia, in confronto con le altre leghe europee, siamo in una condizione preoccupante, registrando il dato più alto di sempre nel nostro campionato. Difatti, sempre secondo Transfermarkt, c’è stata una crescita di oltre il 10% dalla stagione 2019-20 a oggi, dato ancora più spaventoso.
Ma tutto ciò deriva da una motivazione ancora più profonda: gli acquisti. Il 60% delle operazioni di mercato in entrata, infatti, proviene da campionati esteri, troppo per far crescere dei calciatori in Italia. Questo avviene per una specifica causa, che club e lega Serie A vorrebbero togliere: le fideiussioni. Difatti, quando un club decide di acquistare un calciatore, la lega fa da garante, ma serve un’ulteriore garanzia economica nel caso in cui il saldo del club sia in rosso. Per questo motivo arrivano le banche, che fanno da controgaranti, ma vogliono delle commissioni, spesso altissime, quasi a toccare il 100% dell’operazione.
Tutto ciò rende impossibile per i club italiani acquistare da altre compagini, sia in Serie A che nelle serie minori. Tale dato, inoltre, si ripercuote nelle squadre Under 23, con Inter, Milan e Atalanta al di sopra di più del 10% della media di stranieri delle altre formazioni di Serie C, mentre il Milan Futuro scende in campo con quasi la metà dei calciatori stranieri.
A tale proposito si è espresso anche Ezio Simonelli, presidente della Lega Serie A, che ha analizzato il problema e proposto delle soluzioni: “Oggi è più vantaggioso acquistare da club esteri che da club nazionali. Mi piacerebbe rendere quantomeno paritetiche le due pratiche, andando a lavorare sulle fideiussioni“. Per ovviare a tale problema si è discusso anche con il Ministro dello Sport Abodi, con cui si è anche parlato dell’introduzione di sgravi fiscali per la formazione di calciatori italiani.
Ad oggi chi ha debiti con altri club non può iscriversi al campionato, come definito dalla cosiddetta stanza di compensazione, una regola vecchia e che ormai non è più attuale: serve trovare una quadra per favorire i trasferimenti sul suolo nazionale e incentivare i club di A. Il Fair Play Finanziario Uefa e FIGC funziona alla grande, e potrebbe essere abbastanza per concedere alle leghe di ridurre le fideiussioni.









































