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·2 de enero de 2026

Serie A, una sola big utilizza la difesa a 4: qual è il miglior modulo per affrontare il campionato italiano?

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Serie A, nel campionato italiano è netta la tendenza ad utilizzare uno schieramento a 3, ma in Europa è tutto diverso

L’Italia sta vivendo una vera e propria rivoluzione difensiva, con le grandi squadre della Serie A che ormai fanno affidamento sulla difesa a tre. Come riporta la Gazzetta dello Sport, solo il Como adotta una difesa a quattro tra le big italiane. Per il resto, tutte le principali contendenti si schierano con tre difensori, sebbene con alcune differenze tattiche. L’Inter, ad esempio, è nota per il suo 3-5-2, un modulo che ha contraddistinto le gestioni di allenatori come Antonio Conte, Simone Inzaghi e ora Cristian Chivu. Lo stesso modulo è adottato dal Milan da quando c’è Massimiliano Allegri. Altri club come Napoli, Roma e Juventus utilizzano il 3-4-2-1, pur con diverse sfumature a seconda delle caratteristiche dei singoli allenatori.

Perché la difesa a tre sta dominando?

Un tempo, l’uso della difesa a tre veniva visto come una soluzione difensiva, quasi un “ripiego” per chiudere gli spazi e proteggere meglio la propria porta, con una sorta di catenaccio moderno. Tuttavia, oggi le cose sono cambiate. Come evidenziato da La Gazzetta dello Sport, la difesa a tre non è più solo una misura difensiva, ma una scelta tattica che consente alle squadre di mantenere il controllo del gioco senza rinunciare a soluzioni offensive. Allenatori visionari come Giuseppe Gasperini, che ha portato il suo Atalanta a esprimere un calcio innovativo, e Luciano Spalletti con la sua “difesa a tre e mezzo”, hanno mostrato come questo schema possa essere utilizzato anche in chiave offensiva. Ad esempio, Rafael Toloi dell’Atalanta è stato utilizzato da Gasperini come centrocampista, e Alessandro Bastoni nell’Inter ha spesso spinto in avanti, dimostrando la versatilità della difesa a tre.


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Un’evoluzione tattica approvata dai top allenatori

Questa evoluzione non si limita alla Serie A. Anche nel calcio internazionale, tecnici come Pep Guardiola, Julian Nagelsmann, Thomas Tuchel e Roberto De Zerbi hanno abbracciato questa nuova filosofia. Guardiola, ad esempio, ha portato il Manchester City alla vittoria della Champions League con un 3-2-4-1, una moderna e mobile evoluzione del Sistema (3-2-2-3), che ha fatto scuola anche in altre competizioni europee. In sostanza, la difesa a tre ha superato la sua connotazione difensiva per diventare una strategia che permette di equilibrare solidità e dinamismo, adattandosi alle necessità di ogni squadra.

Con il passare degli anni, l’utilizzo della difesa a tre sembra aver abbandonato qualsiasi stigma di “soluzione d’emergenza”, diventando la norma per le grandi squadre italiane e internazionali. Questo modello di gioco offre non solo una solida protezione difensiva ma anche numerose opzioni di manovra offensiva. La Serie A sta vivendo una transizione tattica, con la difesa a tre che non è più un ripiego ma una scelta consapevole di tanti allenatori di prestigio.

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