Zerocinquantuno
·25 de enero de 2026
Skorupski e Maresca affossano un Bologna in caduta libera: rovinata una bella prova, il Genoa rimonta da 0-2 a 3-2 con Malinovskyi, Ekuban e Messias

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Due mesi fa il Bologna sedeva sul treno per l’Europa, oggi si ritrova a inseguirlo sperando di non perderlo di vista. Il sesto posto è a 9 lunghezze, il settimo solo a 2 ma è un piazzamento che potrebbe non bastare per disputare un torneo internazionale. Servono punti, tanti e da subito, ma l’avversario odierno è un Genoa vuole mettere più distanza tra sé e la Serie B ed è determinato a vendere cara la pelle. Italiano schiera una squadra diversa per quattro undicesimi da quella capace di riacciuffare il Celtic sul 2-2: nel 4-2-3-1 odierno ci sono Lykogiannis sulla sinistra, Freuler in mediana e Odgaard dietro la sorpresa di giornata Immobile. De Rossi prosegue invece nel solco del 3-5-2 lanciando il nuovo acquisto Bijlow in porta, riproponendo Norton-Cuffy e Aaron Martin sulle corsie laterali e inserendo Ekhator da mezzala con licenza di offendere alle spalle del tandem Vitinha-Colombo.
Al 2′ Lykogiannis impegna subito l’esordiente Bijlow con una conclusione dalla distanza, l’olandese non si spaventa e respinge. Per quasi venti minuti succede poco o nulla, il Grifone recrimina un rigore per un contatto aereo tra Freuler e Vitinha ma il movimento del braccio dello svizzero viene ritenuto congruo rispetto al salto. Al 21′ e al 22′ il BFC si rivede in avanti e costruisce due chance per la testa di Ferguson. Prima è ancora Lykogiannis a cercarlo con un bel cross, ma lo scozzese è defilato rispetto alla porta e il suo colpo di testa esce impreciso. Subito dopo Rowe scende sulla destra e mette in area un gran pallone su cui il capitano prova ad avventarsi in tuffo, mancando l’impatto per pochi centimetri. Rowe prova allora a mettersi in proprio, si costruisce un’occasione simile a quella che gli aveva permesso di segnare contro il Celtic ma la conclusione gli esce più spenta. Al 35′ viene finalmente premiata la costante presenza offensiva di Ferguson: Dominguez è in area ma non ha spazio per sfondare, vede il compagno al limite dell’area e lo serve coi giri giusti; la conclusione del nativo di Hamilton è chirurgica, sbatte sul palo interno e si insacca in rete stappando la partita. Dopo altri dieci minuti in cui in cui gli ospiti tentano di consolidare il vantaggio e i padroni di casa ne respingono gli assalti, va in archivio un primo tempo che il Bologna merita di concludere in vantaggio.
La ripresa comincia con la conferma dei ventidue effettivi visti fin lì e soprattutto non potrebbe iniziare meglio per i ragazzi di Italiano: Zortea si propone sulla destra, Rowe lo premia, il terzino cerca Odgaard in mezzo all’area e trova una deviazione di Otoa nella propria porta che vale lo 0-2. Il Genoa vuole riaprirla subito e Otoa vuole farsi perdonare, il danese ci prova staccando più in alto di tutti su un calcio d’angolo e Skorupski deve volare per togliere dalla porta la sua inzuccata. Il pomeriggio positivo del portiere polacco, però, si interrompe qui. All’11’, uscito abbondantemente oltre i limiti della sua area, incappa in un altro orribile svarione nel gioco coi piedi e prima consegna il pallone a Vitinha, poi stende l’avversario con un tackle da stopper. Maresca decide per il cartellino rosso, ma viene richiamato dai colleghi della sala VAR che evidentemente non ravvisano il cosiddetto ‘DOGSO’, ovvero negare una chiara occasione da gol: il fischietto di Napoli va sì al monitor, ma dopo aver visionato le immagini non cambia idea e conferma la sua decisione. Largamente errata, perché non sussistono in contemporanea tutte e 4 le condizioni necessarie per l’espulsione (distanza dalla porta, direzione verso la porta, controllo del pallone. posizione e numero dei difendenti). Skorupski deve quindi abbandonare il campo, Dominguez lascia il posto a Ravaglia e il neo entrato Malinovskyi si appresta a battere la punizione. Oltre al danno, la beffa: l’ucraino calcia forte verso la porta, il pallone prende una traiettoria beffarda che supera l’ancora freddo Ravaglia e d’un tratto riapre un match che il BFC stava ampiamente gestendo.
Ora gli ospiti soffrono, Martin pennella un pregevole traversone per Vitinha e il tocco del portoghese termina fuori di pochissimo. Il Bologna barcolla, Italiano prova a ridisegnarlo inserendo Vitik, Sohm e Dallinga per Rowe, Odgaard e Immobile, ma i felsinei reggono solo fino al 32′, quando capitolano per la seconda volta a causa di una bellissima semirovesciata di Ekuban. Ora la prospettiva è completamente ribaltata. I padroni di casa hanno fiducia ed entusiasmo, gli ospiti non vedono l’ora che finisca un’altra gara che pensavano di avere già vinto e che adesso rischiano di perdere. E il rischio, alla fine, si concretizza. Vengono assegnati 6 minuti di recupero, ma è già nel primo che un altro dei cambi di De Rossi, ovvero Messias, tira fuori dal cilindro una conclusione simile a quella con cui Neres aveva portato in vantaggio il Napoli nella finale di Supercoppa: la traiettoria è perfetta, Ravaglia può solo sfiorarla e poi raccogliere in porta il pallone del 3-2, risultato che si cristallizza fino al triplice fischio.
Mentre l’Atalanta prende a pallonate il Parma, il Bologna si butta via con l’ennesima inspiegabile sciocchezza di un singolo unita ad un’altra decisione arbitrale fuori da ogni regolamento e logica e perde un’altra partita all’interno di un filotto a dir poco preoccupante. Una mazzata, quella di oggi, che può essere pesantissima per il morale di una squadra che in poco più di 45 minuti sembrava avere ritrovato le sue certezze, e che ora in classifica accusa un handicap pesante rispetto a quelle che dovrebbero essere le dirette concorrenti. È soltanto fine gennaio, ma dopo questa ulteriore battuta d’arresto non ci sembra troppo prematuro affermare che gli obiettivi stagionali del BFC ora devono essere la Coppa Italia e l’Europa League. Il campionato, che comunque va concluso in maniera dignitosa senza finire in territori poco simpatici, si è iniziato a buttarlo via il 1° dicembre in casa contro la Cremonese, e quella che poteva essere una crepa irrisoria si è allargata a forza di k.o. fino a diventare un cratere che ad oggi non sappiamo come sia possibile colmare.
GENOA-BOLOGNA 3-2
Bijlov; Marcandalli, Otoa, Vasquez (29′ st Cornet); Norton-Cuffy (45′ st Zatterstrom), Frendrup, Ellertson, Ekhator (10′ st Malinovskyi), A. Martin (10′ st Messias); Vitinha (28′ st Ekuban), Colombo. A disp.: Leali, Sommariva, Kumer, Sabelli, Cuenca, Masini, Onana, Thorsby, Nuredini. All.: De Rossi
BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski; Zortea, Casale, Heggem, Lykogiannis; Freuler, Ferguson; Rowe (28′ st Vitik), Odgaard (28′ st Sohm), Dominguez (16′ st Ravaglia); Immobile (28′ st Dallinga). A disp.: Pessina, De Silvestri, Helland, Holm, Moro, Pobega, Bernardeschi, Cambiaghi, Castro, Orsolini. All.: Italiano









































