Calcionews24
·29 de abril de 2026
Sorrentino svela: «Era l’estate del 2010 e la Juve stava cercando un portiere che sostituisse Buffon, dopo l’infortunio. Era tutto fatto ma poi…»

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Stefano Sorrentino, intervenuto ai microfoni di Tuttosport, ha rilasciato alcune dichiarazioni significative, soffermandosi anche sull’attuale Juventus. Di seguito i passaggi più rilevanti della sua intervista.
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Per il prossimo anno si parla del possibile arrivo di Alisson… «Dipendesse da me, lo prenderei subito. Soprattutto per il suo status tra le tante presenze in Premier e quelle con la Nazionale. Un portiere forte e moderno. Con lui i bianconeri potrebbero fare davvero un bel salto di qualità. Ma bisogna capire quanto budget possano concentrare sulla porta. Nel caso fosse ristretto, credo che ci siano ben altre priorità, a cominciare dall’attacco».
Lewandowski la convince come idea? «Se il Barça ha deciso di lasciarlo partire è perché non reputa che possa più competere ad altissimi livelli. Quindi ci penserei bene, puntando magari su un profilo più giovane come Kolo Muani. E poi terrei Vlahovic: penso che con Spalletti e due esterni di qualità come Chico e Yildiz, possa ancora dire la sua».
Insomma, con 4 colpi la Juve può tornare a puntare per lo scudetto? «Assolutamente sì. Ma devono essere di livello per colmare il gap con l’Inter».
A proposito: dopo la trafila nelle giovanili, è vero che è stato a un passo dal ritorno in bianconero? «Sì. Era l’estate del 2010 e la Juve stava cercando un portiere che sostituisse Buffon, dopo l’infortunio. Era tutto fatto: il mio agente mi chiamò per dirmi di vestirmi elegante perché da lì a poco saremmo andati a Milano per firme e presentazione. Poi alla fine Sartori non trovò l’accordo e presero Storari. Da qualche parte a casa dovrei ancora avere la bozza del contratto…».
Dove abbiamo visto il miglior Sorrentino? «Direi al Chievo, specie nei primi anni. Ci salvammo a 4 giornate dalla fine con una delle migliori quattro difese del campionato. Roba non da poco se pensiamo a chi giocava in Serie A in quegli anni: da Ibra a Milito, passando per Di Natale, Del Piero, Kakà… Ho sfiorato l’azzurro con due pre-convocazioni».
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