Spalletti post Juve Lazio: «Dobbiamo vivere nelle pressioni. Rigore? Tutti devono essere professionisti! C’è una cosa che crea squilibrio» | OneFootball

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·8 de febrero de 2026

Spalletti post Juve Lazio: «Dobbiamo vivere nelle pressioni. Rigore? Tutti devono essere professionisti! C’è una cosa che crea squilibrio»

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L’allenatore della Juventus, Luciano Spalletti, ha voluto dire la sua dopo il pareggio ottenuto stasera in campionato contro la Lazio

Intervenuto nel corso del postpartita di Juventus Lazio, il tecnico dei bianconeri Luciano Spalletti ha commentato così il pareggio ottenuto per 2 a 2 nel 24° turno del campionato di Serie A 2025/26. Queste le sue dichiarazioni ai microfoni di Dazn.


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ERRORE CHE PORTA AL GOL – «Probabilmente è colpa delle richieste che gli si fanno. Gli ho sempre chiesto che qualsiasi palla recuperata va giocata e non va buttata via. Dobbiamo riuscire ad uscire anche sotto pressione. Poi naturalmente dobbiamo riuscire ad anticipare quelle che sono le situazioni di pericolo, bisognerebbe riuscire a vedere due cose insieme e invece noi ne vediamo una sola e la paghiamo a caro prezzo. Però Locatelli è uno di quelli che sta rendendo meglio, sono cose che nel calcio succedono. Quello che dobbiamo portarci dietro è la reazione che ha avuto la squadra, ma non bisogna tradurre il voler recuperare la partita in frenesia, senza fare confusione. Invece anche stasera siamo stati fortissimi e bravissimi, però ci sono molte azioni che potevamo portarle in fondo invece questo alzare ritmo e livello lo facciamo debordare nella confusione. Noi dobbiamo vivere nelle pressioni, è quando dobbiamo ribaltare un risultato di 2-0 che viene il bello, dove tutti stanno zitti. Lì si vede se sei di quel livello top in cui capisci se riesci a gestire pressioni e difficoltà. Dobbiamo viverci bene là dentro. Dobbiamo avere la lucidità nel fare le scelte, ma hanno fatto tante cose fatte bene e si va avanti con tranquillità provando a migliorare».

POSSIBILE RIGORE – «Quello lì è una cosa che il direttore di gara può andare ad interpretare come vuole. Il difensore commette un gesto imprudente e lì qualsiasi cosa colpisce può essere interpretata, ma io non sono qui a dire se è rigore o no, mi interessa relativamente. Sono episodi che capitano. È un gesto imprudente ma allargherei il discorso: ormai si va tutti a protestare su quelle che sono le regole. Ma c’è sempre l’interpretazione, c’è sempre da dover valutare quella che è la situazione. Non è che tutti i falli di mano sono rigori e tutti gli step on foot sono rigori. Va fatta una riforma che metta a posto anche gli arbitri, sono troppo importanti. Tutti debbono essere professionisti. Perché poi si va a parlare sempre di questo. L’altra domenica ce l’ha dato Abisso dopo un minuto e mezzo, ma la regola dice che se la prendi di mano è rigore. Di tutto lo stadio non se n’è accorto nessuno, Palladino si è girato e ha chiesto chi avesse fatto rigore. È una regola troppo rigida che non va bene. Non possono essere tutti rigori, bisogna sempre decidere. Ma se si va così quello di stasera è rigore tutta la vita. La cosa che non va bene è che l’unico che non è professionista è l’arbitro. Alla base c’è questa cosa qui che crea uno squilibrio».

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